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Italy

Instagram, foto e storie private visibili a tutti con un semplice trucco

ABBIAMO impostato il nostro profilo di Instagram in modalità privata, credendo che le immagini, i video e le storie che pubblicheremo saranno visibili solo agli amici e ai parenti: Ma la privacy è solo illusoria, come ha rivelato un'indagine di BuzzFeed. La testata statunitense ha individuato un bug del social in grado di annullare qualsiasi protezione a difesa della riservatezza del nostro account. Una vulnerabilità che permette a chi ci segue di condividere qualunque contenuto presente sulla nostra bacheca con tutti, anche chi non è presente nella cerchia dei contatti accuratamente selezionati.

Ecco come funziona. Riuscirci è semplice e bastano pochi click. Facciamo un esempio pratico: un conoscente ha pubblicato sul suo profilo privato una foto che voglio far vedere alla mia migliore amica. Quest'ultima, però, non rientra tra i contatti della prima e, quindi, non può accedere al suo contenuto. Almeno in teoria. In pratica, è possibile aggirare l'ostacolo ottenendo l'URL (ovvero quella sequenza di caratteri che identifica univocamente una file su Internet) dello scatto. Un'operazione tutt'altro che difficile, è sufficiente sfruttare un qualsiasi browser, ad esempio Google Chrome, e accedere al mio account utilizzando la versione desktop di Instagram. Una volta aperto il profilo della conoscente in questione uso il tasto destro per aprire la sezione "Ispezione", poi Network e IMG (le immagini). A questo punto seleziono quella che mi interessa e infine clicco su Headers. Ed ecco comparire l'URL che posso condividere rendendo così l'immagine visibile alla mia amica.

Il social: "Come fare uno screenshot". Secondo BuzzFeed, il trucco varrebbe anche per le Storie cioè per quei contenuti che svaniscono dopo 24 ore. Non solo, se qualcuno ne conserva l'URL può visualizzarli persino in seguito alla loro scomparsa. Stesso discorso per i post cancellati e per quelli pubblicati sul fratello maggiore di Instagram, cioè Facebook. Menlo Park, tuttavia, minimizza la questione e non ha intenzione di prendere provvedimenti: "Il comportamento descritto è uguale a quando si fa uno screenshot sulle foto degli amici e lo si condivide. Non viene data alcuna possibilità di accesso alle persone se un profilo è privato", ha fatto sapere un portavoce dell'azienda. Una risposta che non ha tranquillizzato affatto i reporter di BuzzFeed. "Non è esattamente lo stesso", scrivono, facendo notare che c'è una differenza tra fare lo screenshot di un'immagine privata ed essere in grado di diffonderne l'URL. Soprattutto se a consentirlo è un colosso che, stando alle ultime dichiarazioni del proprio fondatore, ha "la responsabilità di proteggere i tuoi dati".

I precedenti. Da tempo la privacy dei social network di Mark Zuckerberg è sotto scrutinio. Nei mesi scorsi sempre Instagram era finita nella bufera per via di una falla che rendeva numeri di telefono ed email degli utenti disponibili nel codice sorgente del sito. Il problema sarebbe stato risolto lo scorso marzo, ma era presente almeno da ottobre 2018: sei mesi in cui i dati personali degli utenti sono stati alla mercé di chiunque. La settimana scorsa, invece, milioni di numeri di telefono associati ad account Facebook sono stati trovati esposti online, custoditi in un database che non era protetto da alcuna password. Ora la discussione viene rinfocolata da BuzzFeed. L'ulteriore attacco arriva dopo due anni difficili per Menlo Park. Due anni di accuse per la carenza di controlli sui contenuti e sulle attività fraudolente delle applicazioni sviluppate da terze parti che tramite il social venivano in possesso dei dati personali degli utenti, culminate nello scandalo Cambridge Analytica: società di consulenza politica che ha sfruttato gli account Facebook di 90 milioni di statunitensi per profilare gli elettori attraverso un algoritmo. Papà Zuckerberg ha reagito annunciando di voler orientare il suo modello di business e la ricerca tecnologica dell'azienda verso la messaggistica privata. Il primo passo sarà l'integrazione tra i tre servizi di messaggistica di sua proprietà: Facebook, Instagram e Whatsapp. Una mossa che, più che orientata alla nostra riservatezza, sembra però aprire una nuova corsa all'oro.

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