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Italy

Juve-Milan 1-0, la serata no di Ronaldo: deluso per il cambioe lascia lo stadio prima della fine

TORINO Nonostante il faccione di Joker sulla bandiera della curva milanista, non è uno scherzo: Cristiano Ronaldo, ovvero quello che sul prato più dovrebbe somigliare a un supereroe della Marvel, viene sostituito al minuto 55 e fila dritto negli spogliatoi con aria cupa, bofonchiando qualcosa verso la panchina. Per cronometro dell’uscita, siamo dalle parti del record, e per la seconda volta consecutiva, anche se a Mosca era stato cambiato nel finale (ma con il risultato ancora in bilico). Dopodiché, per quel che stava combinando il portoghese, Maurizio Sarri non è certo imputabile di eresia. Anzi, ha pescato il jolly: Dybala, che con un dribbling da numero 10 (su Romagnoli) e la freddezza del centravanti (davanti a Donnarumma), s’è preso la notte.

Da quando CR7 ha messo il piede fuori dal prato, mai così in anticipo, è partita l’indagine sul movente della sostituzione: se il ginocchio cigolante o quelle ragioni tecniche e tattiche che vanno sempre bene per i mortali, non per un marziano. Sta di fatto che Ronaldo, visto il suo numero sulla tavoletta dei cambi, s’è diretto corricchiando verso il tunnel, dicendo due paroline verso Sarri e dando un cinque sfuggente a Dybala. Che, appunto, deciderà il duello, da incubo del Diavolo. Il portoghese aveva la faccia delle peggiori occasioni: una modalità compatibile sia con la delusione per la sostituzione che con il dolore al ginocchio. Ma che non abbia gradito è chiaro, visto che per lasciare lo stadio CR7 non ha nemmeno atteso il fischio finale, ma è schizzato via tre minuti prima della fine. Il punto è che con lui va come alla Playstation, non si leva mai.

Forse non resta che fidarsi di Sarri, solitamente un mago, nel ramo punte: dal Pipita a Mertens, ha sempre spedito tutti nella hit parade dei bomber. Per farlo, bisogna prendere decisioni rischiose. Sarri ha liquidato la questione con nonchalance. «Ronaldo non è un problema, anzi. Bisogna ringraziarlo perché si è messo a disposizione pur non stando benissimo, poi l’ho sostituito perché non stava bene. Nell’ultimo mese ha avuto questo guaio al ginocchio che lo sta condizionando».

Caso disinnescato? Forse. Ma anche l’’ultimo azzardo, con la Lokomotiv, aveva pagato, quando il tecnico aveva sostituito Ronaldo. Una scelta baciata dalla rete di Douglas Costa. Ci sta: magari a 34 anni e mezzo, età e logorio possono arrivare, e sabotare, anche uno dei migliori. In fondo, CR7 aveva già saltato, dall’inizio, le sfide di Brescia e Lecce. A volte funziona così, con gente ai suoi livelli non si patteggia: o campo o poltrona. Non è un sacrilegio, se succedeva già nei Chicago Bulls di Michael Jordan. Che vincevano, come ha fatto Sarri

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