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L'assurdo dibattito a sinistra: riaccogliere chi ha votato il M5s

È una dialettica, buon parte della quale declinatasi sui social network, sulle scelte politico-elettorali operate nel recente passato, ma ha tutta l'aria di essere un dopocena animato in un salotto radical chic. Uno di quelli in cui le differenze di vedute, nonostante il clima amicale, alla fine vengono fuori, rompendo l'idillio della raffinatezza, dei cibi ben impiattati e della corretta cifra stilistica. C'è un dibattito assurdo a sinistra. Il tema è quello che segue: è consigliabile, magari lecito, o no riaccogliere - le variabili di "accogliere" non sono mai state così d'attualità come in questi tempi - quegli artisti, quegli intellettuali e quelle personalità di spicco che, dopo anni di residenza nella sinistra progressista, avevano guardato con favore all'ascesa del ben più indefinito grillismo?

Quasi come se esistesse una commissione deputata a decidere chi ha facoltà di rientrare in certi ambienti e chi no. Siamo, lo avevamo premesso, dalle parti dell'insensato, ma nei luoghi dov'è riuscita ad attecchire certa ideologia post-comunista, stupirsi non conviene poi molto. Abbiamo già raccontato di come tanti "vip rossi" siano tornati indietro rispetto ai loro passi: il MoVimento 5 Stelle non convince più, per usare un eufemismo, buona parte dei protagonisti dello spettacolo e della cultura italiana. Adesso il piano della discussione si è spostato su un altro piano: cosa fare con i reduci dalla passione pentastellata?

Alcune delle posizioni emerse sono state approfondite da un articolo di Repubblica: c'è chi, come la regista Francesca Archibugi, persegue la linea aperturista del "riaccogliamo tutti" e chi, come il suo collega Paolo Virzì, è per una linea più restrittiva, quella che vorrebbe riconosciuta la ragione di aver pronosticato come sarebbe andata a finire. Sullo sfondo, ma neppure troppo, c'è la presenza al governo di Matteo Salvini e della Lega, che il pensar bene proprio non digerisce.

Però bisogna fare i conti con gli scenari prospettici. Perché la creatura di Grillo e Casaleggio potrebbe essere d'aiuto in prospettiva. C'è qualcuno, tra chi ha già comunicato di aver cambiato idea sui grillini, che sembra ragionare col pallottoliere elettorale o con la mappa degli scranni parlamentari a portata di mano. Può essere il caso di tre personalità, Marescotti, De Masi e Giannulli, che hanno firmato un invito testuale in cui si legge: "Abbiamo militato o collaborato con il Movimento. L'alleanza con la Lega ha spento le nostre speranze. Serve una svolta radicale". Solo che nello stesso appello, stando alla fonte citata, c'è scritto pure che "l'unica alternativa è un'alleanza tra Pd, 5 Stelle e sinistra".

Perché una serata tra amici può essere interrotta da qualche litigio, dall'emersione di qualche punto di vista poco unificante, ma alla fine conviene guardare più a quello che unisce che alle questioni divisive.

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