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Manovra, in arrivo due nuove sanatorie per errori fiscali e fatture online Austria e Olanda contro l’Italia - Spread

Potrebbero arrivare due nuove sanatorie per il Fisco. La prima viene proposta dalla Lega come emendamento depositato, ma ancora da votare, al decreto fiscale che accompagna la Legge di Bilancio. Consentirebbe di cancellare i piccoli errori formali commessi nella dichiarazione dei redditi: pagando 150 euro per ogni anno d’imposta si eviterebbe il contenzioso con il Fisco. L’operazione riguarderebbe gli errori commessi negli anni che vanno dal 2013 al 2017 e, secondo i calcoli dei tecnici, porterebbe nelle casse dello Stato 800 milioni di euro nell’arco di due anni.

La seconda sanatoria riguarda invece la fatturazione elettronica che l’anno prossimo diventa obbligatoria anche per le transazioni fra privati. Per tutto il 2019 sarebbero congelate le sanzioni, e in questo caso la proposta porta la firma sia della Lega sia del Movimento 5 Stelle.

Nella lettera inviata a Bruxelles il governo conferma che reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni sono misure non «a efficacia immediata» ma «da definire con legge collegata». Il vice premier Luigi Di Maio assicura che «saranno in un decreto entro il 2018», e che partiranno rispettivamente a marzo e febbraio del prossimo anno.

Da definire anche le modifiche sulla riforma delle Bcc, le banche di credito cooperativo, un milione e 200 mila soci in tutto il Paese. Una serie di emendamenti depositati da parlamentari di maggioranza cancella l’obbligo di aderire ai «gruppi unici», previsto dalla riforma del governo Renzi. Ma nelle ultime ore la questione è tornata in discussione. Da Banca d’Italia e Quirinale sarebbe arrivato il suggerimento di non smontare un percorso già avviato. E si lavora a un emendamento di mediazione che metta d’accordo maggioranza e opposizioni. Dovrebbe essere accolta con un emendamento della maggioranza la richiesta dei risparmiatori sui crac delle banche. Verrebbe eliminato dalla manovra lo «scudo» in base al quale chi accetta i rimborsi per i risparmi perduti rinuncia alle azioni legali nei confronti delle banche e della Consob.

Alcuni emendamenti riguardano le autostrade. Non c’è la norma, di cui si era parlato, che alza la tassazione sui pedaggi per destinare nuove risorse alla manutenzione delle strade provinciali. Mentre un emendamento del relatore stabilisce che, anche se le concessioni sono scadute, i concessionari autostradali devono continuare ad investire nella sicurezza delle infrastrutture.

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