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Melissa Satta smentisce il presunto flirt: “Io bersaglio di invasioni nella mia vita privata”

“In questi giorni sono stata oggetto (o forse sarebbe meglio dire ‘bersaglio’) di spiacevoli quanto inveritiere invasioni nella presunta mia vita sentimentale e privata”: inizia così il durissimo sfogo affidato a Instagram da Melissa Satta per smentire categoricamente le voci circolate su un suo presunto fidanzamento. Le foto pubblicate sul settimanale ‘Chi’ e le illazioni su una sua relazione con Tommy Chiabra con lei nel servizio hanno fatto molto arrabbiare la modella, single dopo la fine del matrimonio con il calciatore Kevin Booateng tesserato con Sassuolo.  

Melissa Satta smentisce il presunto flirt con Tommy Chiabra ​

“Certo, ‘inconvenienti’ di chi ha il privilegio di essere personaggio pubblico si potrebbe obiettare, ma mi chiedo se è davvero giusto che chi rivesta tale posizione debba restare vittima del teorema del “fidanzamento” ogni qualvolta si trovi ad essere momentaneamente disimpegnato sentimentalmente e venga malauguratamente visto in compagnia di una persona dell’altro sesso”, ha proseguito Melissa Satta per poi aggiungere: “Il problema vero è che così oggi che ogni notizia, anche quella più falsa e tendenziosa, riceve consacrazione nel tam - tam mediatico che si scatena sul web e dallo stesso acquisisce una propria legittimazione ad esistere, secondo il famigerato meccanismo delle fake news”.

La modella ha poi fatto riferimento al particolare momento della sua vita e al figlio Maddox, avuto dall’ex marito: “Ebbene si dà il caso che tale ‘verve giornalistica’ abbia trovato massimo sfogo in un particolare e delicato momento della mia vita personale, e che le false notizie così velocemente propagatesi, potrebbero destabilizzare fortemente l’equilibrio psicologico di un figlio minorenne, e comunque, più in generale, influenzare negativamente le mie vicende personali, delle quali preferisco non parlare”.

“Talvolta questi signori che fanno ‘informazione’ dovrebbero ricordarsi di essere dotati di un cuore e di una coscienza, e se proprio non ci riescono, o se ne sono privi, dovrebbero quanto meno ricordarsi le regole deontologiche del giornalista che forse è bene che ogni tanto vadano a ripassare”, ha concluso.

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