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Miss Germania,  Leonie eletta a 35 anni  da una giuria di sole donne

È la concorrente più vecchia: 35 anni. È la prima Miss Germania con un figlio, di lavoro fa l’imprenditrice online e ha già detto che «del titolo di più bella me ne farò poco, e non intendo andare in giro a tagliare nastri come un manichino» e quasi non si capisce quindi perché abbia partecipato a un concorso di bellezza, ma lo spiega lei: «Ho accettato di concorrere solo perché mi piaceva questo nuovo corso», ha detto nella prima intervista all’agenzia Rnd, con la corona ancora in testa. Sabato sera, a Friburgo, è stata incoronata Miss Germania.

Lei è Leonie Charlotte von Hase, già miss Schleswig-Holstein, e ieri sera ha strappato il titolo di «più bella del reame» alle più giovani (e per qualche maligno online pure più belle, del resto è anche a questi giudizi che si espongono le reginette) miss Baviera, 22 anni, seconda classificata, e miss Amburgo, 23, medaglia di bronzo. Il «nuovo corso» di cui parla, invece, è il nuovo regolamento del concorso: Miss Germania, fondato nel 1927 e considerato «una mollezza retrograda» perfino dal nazismo, che infatti lo aveva abolito, come tutti i concorsi di bellezza in tempi di femminismo pop non sembrava invecchiato benissimo, e da quest’anno, per sopravvivere, «giudicherà le candidate principalmente per la loro personalità».

E quindi ecco le nuove regole. Primo: giuria di sole donne «scelte dal mondo delle professioni e dello sport». Quest’anno era composta dalla presentatrice Frauke Ludowig, l’ex deputata dei Cristianosociali Dagmar Wöhrl, la food-writer Sofia Tsakiridou, la social media manager Ann-Kathrin Schmitz, la giornalista Angela Meier-Jakobsen e la karateka Anna Lewandowska . «Ma non è escluso che possano partecipare anche uomini, se mostreranno di possedere la giusta mentalità», ha detto l’organizzatore Max Klemmer, figlio del Mirigliani tedesco che ha organizzato Miss Germania per sessant’anni. Le 16 finaliste, scelte fra 160 in un voto online che doveva nominarne una per ogni Land della Repubblica Federale, hanno partecipato nelle scorse settimane a un «Personality Camp», 21 giorni di yoga, workshop di consapevolezza e lezioni di auto-imprenditoria. «Le ragazze dovranno diventare ambasciatrici della femminilità, e usare i palchi dove vanno per diffondere messaggi positivi», recita il sito della manifestazione.

Seconda regola, niente sfilata in bikini, ma in abiti a scelta delle partecipanti. Questa novità era già entrata in vigore l’anno scorso, ma le ragazze sfilavano lo stesso in blazer sbottonati e jeans aderenti, e le loro immagini in costume venivano proiettate sullo sfondo; quest’anno, verboten pure quelle, bene invece abiti fino ai piedi da ballo delle debuttanti. Leonie von Hase ha stregato tutti, anzi, tutte, sfilando solo in tailleur-pantalone.
L’età delle concorrenti, infine, è stata alzata per la prima volta fino a 39 anni; e il divieto di partecipare alle donne sposate o con figli è caduto. La nuova miss Germania, insomma, del nuovo corso è praticamente la testimonial: «Trovo che le donne meno giovani siano bellissime, e la bellezza viene dal carattere, dall’esperienza», ha puntualmente chiosato a margine dell’incoronazione.

Lei stessa, sul suo Instagram — manda avanti @theleoniestore, un e-commerce di abiti vintage — si definisce una «late bloomer», una «dalla tarda fioritura». «Ho fatto tante cose nella mia vita, ma mi pare che tutto debba ancora succedere». Non desidera soltanto, come da cliché della reginetta, «la pace nel mondo», ma vuole «concorrere a promuovere una femminilità più inclusiva». «Miss coraggio», la chiama lo Spiegel; «Un segno dei tempi», titola la Stern. E pazienza se per qualcuno «concorso di bellezza femminista» può sembrare una contraddizione in termini, come dire «salsiccia vegana»: le salsicce vegane, come si sa, esistono, ed esiste Leonie von Hase incoronata reginetta dalla poliziotta e già Miss Nadine Berneis. Anche il premio è empowering: Leonie vince un contratto di lavoro presso l’azienda di famiglia dei Klemmer e una Volkswagen nuova. Ma anche una provvista a vita di shampoo: è pur sempre un concorso di bellezza.