Nuovo focolaio di Covid alla Scala e il coro finisce in quarantena. Anche un orchestrale della sezione fiati risulta tra i contagiati. Scattano i tamponi per i colleghi che hanno avuto contatti con lui. A rischio il concerto della Filarmonica in programma domani e lunedì si deciderà sulle recite del balletto Giselle e di Bohème di Puccini. La prima opera che è stata scelta per essere rappresentata in forma scenica dopo il lockdown.

L’allarme è scattato ieri quanto nove coriste sono risultate positive al tampone. Sono scattate subito le misure previste dal protocollo. E’ saltata la prima prova d’insieme di Bohème con i cantanti ai laboratori della ex Ansaldo e il coro maschile messi in quarantena. Una restrizione che durerà fino al 2 novembre, cioè un giorno prima della prova generale del capolavoro di Giacomo Puccini in programma il 4 novembre nello storico allestimento firmato da Franco Zeffirelli negli anni Sessanta. La prima di Giselle, invece è il 29 ottobre. Solo oggi si conoscerà l’esito dei tamponi che potrebbe far tornare la speranza sul rispetto del cartellone. Resta comunque il problema dei contatti nell’orchestra. Anche in questo caso l’esito degli esami si saprà in giornata. In tempo per decidere se confermare o cancellare il concerto della Filarmonica diretto dallo spagnolo Pablo Heras Casado al debutto alla Scala con la Kammersymphonye nr.2 di Schomberg e il concerto per violino di Prokoviev eseguito da Julian Rachlin.  

Il sovrintendente al Piermarini, Dominique Meyer ha subito convocato i sindacati e sentito il sindaco di Milano, Beppe Sala, che guida la Fondazione che controlla il teatro, che avrebbe spronato i dirigenti scaligeri ad andare avanti. I sindacati, però,  sono preoccupati dal fatto che nonostante la Scala abbia sottoscritto un protocollo rigidissimo si sia verificato ugualmente un focolaio in teatro. Sul tavolo, anche il destino dell’inaugurazione della stagione 2020/21 il prossimo 7 dicembre con la Lucia di Lammermoor di Donizetti. Un avvenimento di cui è già prevista la diretta televisiva con la Rai e i cui diritti sono già stati venduti in tutto il mondo. Meyer prima di prendere qualsiasi decisione attende l’esito degli esami. La paura di nuove restrizioni che si è diffusa da giorni non solo a Milano sta comunque condizionando la vendita dei biglietti per i prossimi spettacoli. E qualcuno comincia a domandarsi, al di là delle necessarie misure di sicurezza, se andare in scena con il teatro mezzo vuoto valga la pena.