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Pfas, il ministro Costa promette alle mamme: “Verrò a vedere”. Primi limiti Ue

L'incontro a Roma tra i genitori "No Pfas" e il ministro all'Ambiente Sergio Costa

Sono giorni caldi sul fronte dell’inquinamento da Pfas. Dopo l’ultimatum della Provincia di Vicenza, che il 4 settembre ha dato sessanta giorni all’azienda di Trissino Miteni (responsabile secondo Arpav dello sversamento delle sostanze perfluoro-alchiliche nella falda in passato) per un progetto di bonifica definitivo, e dopo il nuovo sequestro di un pozzo all’interno del sito, ora si attende di sapere quando il ministro all’Ambiente Sergio Costa verrà a Vicenza per approfondire il caso. Ad interpellare Costa è anche l’assessore veneto all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, che chiede un incontro a breve. E mentre domani mattina si parlerà in Regione con Arpav, Provincia di Vicenza e Comune di Trissino della contaminazione da GenX sotto la Miteni, a Bruxelles si inizia a discutere per i Pfas di limiti europei.

Costa si è preso l’impegno di una visita, entro due mesi, con i genitori del comitato Mamme No Pfas che, assieme ad alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle e Legambiente, martedì lo hanno incontrato a Roma. Il ministro ha assicurato che lavorerà con il ministero della Salute in tema di definizione dei limiti di Pfas nelle acque sotterranee. “Sono state consegnate ufficialmente le 15.000 firme raccolte nel corso dell’anno scorso – spiegano le Mamme No Pfas in relazione all’incontro, sulla loro pagina Facebook – con le quali si chiede l’abbassamento dei limiti di Pfas nelle acque a livello nazionale. Il ministro si è fatto carico delle richieste presentate dalla delegazione presente, con l’impegno di risentirci presto. Un grandissimo grazie va a tutti coloro che si sono spesi con sacrificio per questa raccolta firme e a tutti coloro che hanno aderito credendo in questa iniziativa. Ora speriamo tutti di vederne i frutti”. All’incontro erano presenti anche parlamentari ed esponenti regionali del Movimento 5 Stelle, tra cui la consigliera comunale di Montecchio Maggiore Sonia Perenzoni. “Il ministro non ha fatto promesse inutili, ma impegni seri su quello che realmente può fare – scrive Perenzoni – Nel 2014 quando questa odissea è iniziata mai avrei pensato di finire al ministero! Ora avanti coi ministri della salute e della giustizia, ognuno per le sue competenze ma in collaborazione tra loro”.

Intanto, anche l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin ha interpellato il ministro Costa, facendo presente di aver inviato già due richieste di incontro dopo il suo insediamento a Roma avvenuto a giugno. “La tematica ambientale, in particolare quella relativa ai Pfas, è alquanto delicata e per questo ho rinnovato al ministro Costa la mia disponibilità a fare squadra tra istituzioni –  spiega Bottacin -. D’altro canto, nel mio ruolo istituzionale di referente per l’ambiente della Regione Veneto, sto seguendo in prima persona la questione Pfas da anni e il Veneto è stata l’unica Regione d’Italia ad attivarsi immediatamente dopo che uno studio del Cnr del 2013 per la prima volta aveva segnalato la presenza di tali sostanze in varie parti del Paese. Un’attenzione particolare e una prontezza d’azione, quella messa in campo dal Veneto, che ci ha portato a ricevere gli elogi da parte dell’Oms e ha reso l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Veneto il riferimento nazionale sui Pfas per tutte le Arpa”, ha fatto presente Bottacin nella missiva.

Di Pfas nei giorni scorsi si è occupata anche la commissione Ambiente del Parlamento Europeo. A Bruxelles in questi mesi è infatti in discussione il testo sulla futura direttiva Acque, che definirà i limiti normativi delle varie componenti chimiche nelle acque potabili. Sul tema è passata una proposta del Pse appoggiata anche da liberali, verdi e Lega. “Una volta che in Commissione sono caduti i miei emendamenti ‘Pfas zero’  – dichiara la capogruppo leghista a Bruxelles, Mara Bizzotto – abbiamo scongiurato che fosse approvato un testo di gran lunga peggiore con livelli Pfas molto alti. E così è passato almeno il testo che si avvicina di più ai limiti messi dalla Regione Veneto, con un massimo di 0,10 microgrammi/litro per ogni singolo Pfas e un massimo di 0,30 mg/l di Pfas totali (Pfos, Pfoa e altri Pfas). Il risultato più importante è comunque la possibilità, per ogni Stato membro, di fissare limiti ancora più bassi: l’Italia quindi potrà decidere di diminuire ulteriormente i livelli di Pfas rispetto a quelli contenuti nella nuova Direttiva Ue”.

Intanto giovedì mattina in Regione si svolgerà un incontro con Provincia, Comune di Trissino e Arpav. Verrà valutata la relazione sui test svolti alla Miteni il mese scorso, le verifiche sulle condotte alla ricerca della perdita più recente dei composti GenX e C6O4. Gli enti si preparano ad assumere provvedimenti, fa sapere l’ente provinciale con una nota.

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