Italy

Profeta: «Irpef, ecco perché serve una revisione profonda»

Riformare davvero l’Irpef come sarebbe necessario fare — ampliando la base imponibile, rivedendo l’eccessiva articolazione delle aliquote, tagliandole massicciamente sui redditi medio bassi — impossibile se si agisce solo sul singolo tributo: ne sono convinte Paola Profeta (Bocconi) ed Emma Galli (Sapienza) curatrici per Economia Italiana del volume Problemi e prospettive del sistema fiscale in Italia: dalla teoria alla policy discusso alla Conferenza annuale della Societ Italiana di Economia Pubblica (Siep) con alcuni autori e relatori. Tra loro, Massimo Bordignon (Cattolica) e Fabrizia Lapecorella , direttrice generale delle Finanze del Mef.

Una riforma fiscale deve essere politicamente realizzabile — osserva Profeta chiamata da Carlo Cottarelli nella Commissione per la riforma del Fisco — deve essere collegata a una riorganizzazione del welfare e condotta in porto a gettito invariato. Non basta, insomma, soddisfare obiettivi di equit. Il dibattito, ricorda Bordignon, si concentra sull’Irpef anche in prospettiva di una flat-tax: Ma questa solo una parte della storia. Ha davvero senso discutere di progressivit dell’Irpef quando questa tassa di fatto solo redditi da lavoro dipendente e da pensione (l’85% della base imponibile Irpef), redditi che sono meno del 60% del totale? Il carattere perequativo dell’Irpef minato. Per Nicola Curci di Bankitalia, con l’Irpef attuale l’aliquota effettiva marginale raggiunge il 40% per i il lavoro dipendente gi a quota 20 mila euro di reddito lordo annuo: Una assurdit. Nell’ambito di applicazione del bonus, le aliquote marginali Irpef possono superare l’80%. La classe media la pi colpita — conferma La Pecorella —. E’ obiettivo del governo ridurre la pressione e promuovere una crescita inclusiva. Ma poco si pu fare senza la riduzione della gigantesca evasione annuale. Conclude Profeta: Basterebbe rientrare sul 20% dei 140 miliardi “perduti” per finanziare una riforma epocale del fisco.

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