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Tempesta Vaia, Degasperi: “Dove sono finiti i fondi raccolti?”, dopo lo stop alle donazioni si attende di sapere come sono state investite le risorse

TRENTO. Le immagini delle immense foreste abbattute dalla furia della tempesta Vaia fecero in poco tempo il giro del mondo suscitando molto clamore. Proprio sulla scia dalle forti emozioni scatenate vennero attivate alcune campagne solidali per sostenere il risanamento del Trentino dopo il maltempo.

In particolare, l’iniziativa “Calamità Trentino 2018”, promossa dalla Provincia autonoma di Trento, dalle associazioni imprenditoriali, dai sindacati e numerosi altri rappresentanti istituzionali, si rivolgeva a tutti i cittadini, lavoratori, imprese e associazioni di categoria allo scopo di raccogliere fondi, tramite adesione libera e volontaria versando il proprio contributo alla tesoreria della Provincia su un apposito conto corrente. Le risorse raccolte con questa campagna erano vincolate in via esclusiva al finanziamento di iniziative a favore del territorio e della popolazione trentina colpita dall’emergenza maltempo di fine ottobre 2018.

Come fa notare il consigliere provinciale Filippo Degasperi l’iniziativa, partita a novembre 2018, si è conclusa ufficialmente il 30 novembre 2019 raccogliendo circa 250mila euro, che sarebbero gestiti dal “Tavolo di coordinamento”, di cui fanno parte i sottoscrittori dell’Accordo di solidarietà approvato dalla Giunta provinciale. All’operazione di sensibilizzazione “Calamità Trentino 2018” se ne era affiancata un’altra di livello nazionale, legata al numero solidale 45500, i fondi raccolti anche in questo caso sarebbero stati messi a disposizione dalla Provincia e dallo Stato per fronteggiare le calamità naturali.

In questo caso ci furono anche dei problemi con il Trentino-Alto Adige che in un primo momento venne escluso dalla raccolta fondi e solo dopo la segnalazione de Il Dolomiti venne inserito al fianco delle altre regioni colpite come, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria (QUI articolo). Ora però sono in molti a chiedersi che fine abbiano fatto i soldi raccolti e come siano stati spesi, a raccogliere queste preoccupazioni ci ha pensato Degasperi che in tal senso ha depositato un’interrogazione. “Nelle dichiarazioni dei vertici provinciali era stata posta grande premura in ordine alla necessità di comunicare adeguatamente sulla restituzione pubblica delle risorse raccolte e che ciò aveva trovato la piena condivisione delle parti sottoscrittrici dell’Accordo”, ricorda il consigliere provinciale.

Per questo alla Pat sono richieste una serie di precisazioni come l’importo totale dei fondi raccolti tramite l’iniziativa di solidarietà nazionale riferita al numero 45500, nonché i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse raccolte per Regione (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria) e le Province autonome di Trento e Bolzano. Inoltre, si vorrebbe conoscere nel dettaglio la destinazione dei fondi sia per quanto concerne il numero solidale 45500 che per l’iniziativa “Calamità Trentino 2018”, così come se esistono o meno dei vincoli in ordine alla raccolta fondi provinciale e se alcuni fondi sono già stati spesi, “in caso – conclude Degasperi – chiedo di conoscere nel dettaglio la loro destinazione”.