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Italy

Ue, gli italiani assenti nei posti chiave La nuova mappa del potere europeo

Bruxelles

di Francesca Basso

Ursula von der Leyen nel suo primo discorso dopo la riunione del collegio dei Commissari si soffermata sull’importanza della composizione e del lavoro di squadra. Abbiamo raggiunto il 50% di donne a livello amministrativo nei gabinetti — ha detto ieri con soddisfazione —. Ho chiesto anche di portare il maggior numero di nazionalit possibili. Nel mio team ce ne sono 16 differenti.

Nella mappa del potere brussellese non basta esserci, dipende anche in quale modo. E questo lo sanno bene i tedeschi, che per tempo si sono attrezzati per piazzare i propri uomini nei posti chiave, ottenendo cinque capi di gabinetto su 27. Non male. L’Italia si data da fare — abbiamo due capi di gabinetto (Economia ed Energia) —, ma il cambio del governo a met agosto con l’indicazione in ritardo del Commissario Paolo Gentiloni, non ci ha aiutato bench la Rappresentanza guidata dall’ambasciatore Maurizio Massari abbia fatto tutto il possibile in una fase particolarmente delicata. Il fatto che spesso si tratta di uno scambio e quando non sai cosa puoi scambiare un problema, in pi avevamo meno posti rispetto al gabinetto di Mogherini che era vicepresidente (6 contro 11).

Dove sono gli italiani e dove non ci sono? I gabinetti sono completi al 95% (pi o meno) e alcune partite sono aperte. Stiamo ancora trattando per ottenere un posto nei gabinetti del commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski e in quello del francese Thierry Breton, che ha il maxi portafoglio del Mercato interno, industria e difesa. Si tratta di settori cruciali per l’economia italiana. ancora aperto il portafoglio Trasporti della rumena Adina Valean. Nessuna italiani invece nel gabinetto di Elisa Ferreira, che gestir i fondi strutturali legati alla Coesione, fondamentali per il Mezzogiorno. Nessuno nemmeno nei gabinetti della svedese Ylva Johansson (Affari interni) e del vicepresidente greco Margaritis Schinas, che si occuper di immigrazione, altro tema per noi essenziale.

L’Italia ha rispettato le richieste della presidente, met dei nostri rappresentanti sono donne. Siamo numerosi nel team di Gentiloni: Marco Buti, che ha lasciato il vertice dell’importante direzione generale Ecofin per guidare il gabinetto, Marco Piantini, Angela D’Elia, Maria Elena Scoppio, Elisa Rinelli. Italiana l’assistente di Ursula von der Leyen, Valeria Miceli. Nelle squadre dei vice presidenti, da Timmermans stato riconfermato Riccardo Maggi, da Vestager c’ Michele Piergiovanni, da Dombrovskis ci sono Andrea Beltramello e Ruth Paserman, da Borrel Barbara Gallo. Stefano Grassi capo di gabinetto di Simson (Energia), Elisabetta Siracusa ha seguito Hogan dall’Agricoltura al Commercio come vice capo di gabinetto. vice capo anche Chiara Salvelli, storica collaboratrice di Antonio Tajani, nel team di Gabriel (Innovazione, Ricerca e Cultura) in cui c’ anche Guglielmo di Cola. Lanfranco Fanti con Dalli (Parit). Mattia de’ Grassi di Pianura Meschini da Suica (Democrazia), Santina Berlulessi da Schmit (Lavoro), Lucrezia Busa da Reynders (Giustizia), Alessio Nardi da Varhelyi (Allargamento). Al Consiglio Ue da poco c’ Carlo Zadra, direttore dell’quipe Giustizia e Affari interni del servizio giuridico.

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