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Italy

Wall Street in rosso: forti cali per Apple, Amazon e Netflix. Dollaro al top da 18 mesi. Borse giù, spread sopra 300

I timori su un rallentamento della domanda mondiale e la brusca frenata di Wall Street – il Dow Jones chiude in calo del 2,29%, il Nasdaq cede il 2,78% – hanno trascinato al ribasso tutte le principali piazze finanziarie europee. A New York, Apple ha chiuso con un calo del 5,04%, affondando il settore dei tecnologici. Amazon ha perso il 4,41% e Google il 2,57%. Netflix ha ceduto il 3,1% e Facebook il 2,35%.

In Europa, al centro delle vendite, stavolta, sono finiti i titoli tecnologici, con l’indice Euro Stoxx che cede il 3,48% e pesanti rossi da Infineon a Francoforte fino a Stmicroelectronics a Milano. Questo mentre sono rimasti sotto i riflettori per tutta la seduta i rialzi delle quotazioni del petrolio, dopo che l'Arabia Saudita ha annunciato una riduzione della produzione a di 500mila barili al giorno a partire da dicembre per arginare i recenti cali, con l’euro che è scivolato a quota 1,12 dollari (il biglietto verde è al top da 18 mesi). Sul fronte del petrolio, dopo un tweet di Trump contro l’Opec e la possibilità di tagli alla produzione, si è assistito a una virata in negativo del prezzo al Nymex: alla fine le quotazioni hanno perso lo 0,32% a 59,93 dollari al barile.

Il FTSE MIB, in sofferenza per tutta la giornata, ha chiuso la seduta con una perdita dello 1,05% (leggi qui tutti gli altri listini), complice anche lo spread a quota 307 punti in vista delle versione finale della Legge di bilancio che il governo dovrà spedire a Bruxelles nelle prossime ore.

St ko, Tim vola scommettendo su un'intesa con Vodafone per il 5G

La performance peggiore è di Stmicroelectronics, che ha terminato la seduta a -6,4%. Sul gruppo italo-francese hanno pesato gli scivoloni dei concorrenti dopo le deludenti previsioni sulle vendite dei giganti americani Qualcomm e Apple. In forte flessione anche Pirelli (-4,8%) e Mediaset (-3%). Col fiato corto anche i big del credito italiani. Sul settore hanno pesato le incertezze legate al piano di rilancio di Carige che oggi ha chiesto a Consob la sospensione titolo dalle negoziazioni. On controtendenza Unipol (+3,2%), e soprattutto Telecom Italia (+2,8%), per lunghi tratti la migliore, che ha beneficiato sia di possibili collaborazioni con Open Fiber che delle voci su un’alleanza nel 5G con Vodafone. Hanno invece chiudo poco sopra la parità i petroliferi (Saipem+0,1%, Eni+0,2%), mentre Tenaris ha ceduto lo 0,8%. Si è invece distinta Leonardo - Finmeccanica (+1,7%), che ha firmato un contratto da 280 milioni con la Guardia di Finanza per 22 elicotteri bimotore.

Carige (sospesa dalle contrattazioni) annuncia piano da 400 milioni
Bca Carige
ha chiesto alla Consob per una sola giornata la sospensione del titolo dalle contrattazioni «al solo fine di evitare movimenti speculativi», in attesa di illustrare al mercato le misure di rafforzamento patrimoniale deliberate dal cda. Nel pomeriggio, a ridosso della chiusura del mercato, l'istituto - che in 9 mesi ha perso 188,9 milioni, quasi tutti nel terzo trimestre per le svalutazioni sui crediti - ha finalmente alzato il velo sui dettagli del piano di rafforzamento: l'emissione di un bond subordinato Tier 2 tra 320 milioni e 400 milioni e un aumento di capitale da 400 milioni (che assorbirà l'obbligazione).

Vendite su Atlantia dopo accantonamenti Ponte Morandi di Genova
Atlantia (-1,5%) è rimasta in rosso per tutta la seduta dopo la trimestrale diffusa la settimana scorsa, su cui ha pesato il disastro del ponte Morandi di Genova, gestito da Autostrade per l'Italia, controllata dalla holding. L'utile della società nei primi nove mesi del 2018 è sceso del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e, come ha comunicato il gruppo, la riduzione è da attribuire ad accantonamenti per circa 350 milioni di euro in vista degli oneri collegati al crollo. Secondo gli analisti di Mps Capital Services è «significativa inoltre la decisione di non distribuire acconti sul dividendo 2018 come da prassi». A sostenere le azioni non basta il commento in certa misura positivo di Equita, secondo cui «le prime stime della società sui costi di ricostruzione del ponte di Genova sono inferiori ai circa 0,8 milioni-1 miliardo di maggiori capex inseriti nel nostro modello». Gli analisti hanno tuttavia confermato la valutazione «hold» perché «l'esito dell'indagine e dello scontro con il Governo rimane un rischio, soprattutto nel caso di un lungo scontro legale (possibili ulteriori downgrade sul debito)».

High-tech crolla in Europa, seduta da dimenticare per Infineon e Sap
Ma è l’intero settore dei tecnologici, come detto, ad aver affossato le Borse del Vecchio Continente. L’indice Dax30 è rimasto schiacciato dallo scivolone del gruppo dei semiconduttori Infineon Technologies (-7,8%) e dal colosso dei software Sap (-5,6%). Quanto a Sap, il gruppo ha annunciato l'acquisizione della società di analisi Qualtrics International per 8 miliardi di dollari, una cifra considerata troppo alta da trader e analisti. Ma è stata una seduta da dimenticare anche per i titoli del comparto del tabacco, in Europa e negli Stati Uniti, sulla possibilità che Washington vari delle limitazioni sulle sigarette al mentolo. A risentirne di più è stato il titolo di British American Tobacco che ha ceduto a Londra il 10,62%, che ha bruciato una capitalizzazione di mercato per 8,4 miliardi di sterline.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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