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Italy

Zingaretti alla Festa dell'Unità di Milano: "Basta spocchia verso M5S. Scissioni nel Pd? Dibattito sul nulla"

"Non dobbiamo avere un atteggiamento presuntuoso, di spocchia o di chiusura, ma di rispetto per le dinamiche degli altri. Per costruire processi veri e non solo per andare a governare". Scissioni e ritorni nel partito? Tormentoni basati sul nulla". Il segretario del Pd Nicola Zingaretti parla dal palco della Festa dell'Unità di Milano, e il discorso non può che cadere - a poche ore della quadra finale sul governo, con la nomina di sottosegretari e viceministri - sulle prossime scadenze elettorali in diverse regioni italiane e sulla possibilità di ripetere in chiave locale il governo giallo-rosso: "La trattativa non c'è ancora - avverte Zingaretti -: il governo Conte ha avuto la fiducia qualche ora fa e io credo che, come chiediamo il rispetto per la nostra identità così dobbiamo rispettare anche chi ha scelto di fare un percorso di governo insieme a noi. Ma dobbiamo provare a discutere".

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Festa rivoluzionata, quella dei dem milanesi nella periferia di Milano, a poche centinaia di metri dal cosiddetto Boschetto della droga di Rogoredo: perché quella che soltanto un mese fa veniva organizzata come festa di un partito all'opposizione, adesso è diventata festa di governo. E se alcune defezioni, nei giorni scorsi, ci sono state - per impegni romani degli invitati - il segretario si è presentato tra militanti e simpatizzanti in una delle città che il centrosinistra considera ancora una roccaforte. Ad ascoltarlo tanti volontari del Pd, e tanti ragazzi, ("Dopo il bellissimo voto alle Europee, dopo tanti anni oggi il Pd è tornato a essere il primo partito come scelta di voto tra le nuove generazioni. Significa che alcuni nostri messaggi sono passati", dice) che si aspettano un po' di chiarezza sulle ultime settimane: "Questa demagogia sullo scambio di poltrone è molto figlia della fantasia. Con gli alleati c'è stato un confronto, se devo lanciare un messaggio è che, malgrado il 18% che abbiamo in Parlamento, grazie all'atmosfera e al clima positivo e collaborativo che si è instaurato nella maggioranza, il Pd rappresenta circa la metà degli esponenti del governo, non voglio un governo come quello gialloverde, in cui ci si guarda in cagnesco e si litiga tutti i giorni, non sarò mai il Salvini che fa le pulci. Facciamo un governo di svolta e salviamo l'Italia. È questo il modo di costruire l'unità non con le furbizie".

Inevitabile parlare del suo predecessore Matteo Renzi, anche perché nello stesso momento in cui Zingaretti parla dal palco Pd l'ex ministra Maria Elena Boschi è impegnata in un altro impegno pubblico a Milano e dice senza giri di parole:"Non c'è bisogno di ribadire ogni momento la nostra presenza nel Pd, ma è chiaro che se dovessero cambiare le condizioni, si parla d'esempio di un rientro nel PD di Bersani di D'Alema, se ci dovessero essere queste condizioni credo sia giusto discuterne tra di noi e con Zingaretti". Replica a distanza Zingaretti, rispondendo alle domande su un eventuale rientro nel partito di Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema e delle voci sulla formazione di un nuovo partito da parte di Matteo Renzi: "Non ricominciamo con i tormentoni, è finito quello dei 5 Stelle e adesso ne inizia un altro fondato semplicemente sul nulla. Non sono argomenti all'ordine del giorno, concentriamo il nostro dibattito su come creare lavoro e sviluppo, come ricostruire un moderno stato sociale - ha concluso -. Queste sono le vere grandi questioni che devono essere al centro del confronto politico".
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