Sarà per effetto dell'ormai diffuso istinto di allontanarsi da tutto ciò che riguarda Davide Casaleggio, sarà per il terrore di vedersi "complici" delle lobby, il gruppo parlamentare del M5S adesso si dice pronto a ri-aumentare la tassazione per le sigarette elettroniche. Appoggiando quindi la proposta presentata da LeU e appoggiata anche da altri parlamentari del Pd e di centro, come Paola Binetti. "C'è una risoluzione in commissione Finanza a prima firma Vita Martinciglio, nostra collega del Movimento. Ci sono motivi di salute pubblica urgenti per debellare il tabagismo, così facendo risponderemo anche all'appello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che ci chiede questa norma", dice il deputato Luigi Gallo, vicino al presidente della Camera Roberto Fico. Martinciglio, fino a ieri isolata sulla questione, conferma: "Sono contenta che si sia acceso un interesse attorno alla proposta...".

Giusto per ricapitolare i fatti: due giorni fa il Riformista racconta, dopo aver analizzato i bilanci di Casaleggio associati, che la società diretta dal figlio del fondatore del M5S ha ricevuto in tutto 2,4 milioni di euro in consulenze, dal 2017 al mese scorso, da Philip Morris. La multinazionale americana che sta modificando il proprio business: dalle vecchie sigarette alle nuove elettroniche. Ecco, poco dopo l'inizio della collaborazione sul Blog delle Stelle (novembre 2017) si perora la causa dell'abbassamento delle tasse per questo tipo di tabacco; una volta al governo con la Lega, l'aliquota viene abbassata. E quando a luglio arriva un emendamento sul tavolo della maggioranza per chiedere di "implementare stabilmente le prestazioni di assistenza domiciliare integrata o equivalente per i soggetti affetti da malattie croniche, disabili, con disturbi mentali" attraverso il ri-aumento della tassazione per le e-cig, si alza un muro. Di chi? Della 5 Stelle viceministro al Mef Laura Castelli per ragioni di merito (si parla di ingenti investimenti e posti di lavoro creati da Philip Morris in Italia) e di Luigi Marattin di Italia Viva per ragioni di metodo, perché - spiegò - "non possiamo decidere un aumento della tasse a un settore dall'oggi al domani". Un caso o no? Più in generale Nicola Fratoianni di LeU-Sinistra Italiana fa notare che "il finanziamento privato alla politica da parte di aziende e fondazioni determina relazioni opache".

Dopodiché la faccenda si colloca in un contesto di guerra aperta dentro il M5S, tra il grosso del gruppo parlamentare e dei membri del governo del Movimento e Casaleggio con la sua associazione Rousseau e il mai chiarito davvero ruolo interno ricoperto in questi anni. Nessuno ha più voglia di prestare il fianco al potenziale conflitto di interessi tra una società di consulenza e l'attività istituzionale del partito. La commistione del resto toccò anche altri ambiti, vedi ad esempio le sponsorizzazioni di note società del delivery food all'azienda milanese e le accuse dei collettivi di rider all'allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio di essersi improvvisamente ammorbidito nel pretendere maggiori tutele per i ciclo-fattorini. Sembra però un'epoca fa, quando il controllo di Casaleggio sul M5S appariva intangibile. Oggi è tutta una rincorsa a prenderne le distanze. "Rousseau deve accettare le condizioni che sono emerse dagli Stati Generali e rispondere nelle scelte al M5S, oppure ci doteremo di un'altra piattaforma", intima Gallo. Che detta così, sembra quasi una speranza.