Italy

Cgil, Cisl e Uil: "Ripartire dal lavoro". Bombardieri: "Politica meno sui social, più in piazza"

La mobilitazione dei sindacati

Il segretario della Uil poi avverte: "Risposte o mobilitazione non si ferma". Landini: "E' necessario che il Governo  discuta con le parti sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali, su come si spendono i soldi europei e su come cambiare il nostro modello di sviluppo". Furlan sul Recovery Fund: "Nessun euro  dei 209 miliardi deve essere sprecato"

18 settembre 2020"La politica stia meno nei palazzi del potere e su social e più in piazza e sui posti di lavoro. Chiediamo al governo di cambiare questo paese, di ripartire proprio dal lavoro. La   grande tragedia che abbiamo passato ha bisogno di risposte concrete. Quindi chiediamo al Governo di cambiare le scelte delle politiche per cambiare questo Paese a cominciare   dal lavoro, dalla dignità del lavoro e dai lavoratori. Se non arrivano risposte, la mobilitazione continua". E' il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri, a margine della manifestazione unitaria in corso a Roma,con Cgil e Cisl e in   contemporanea con altre 23 piazze italiane, a chiedere all'esecutivo un cambio di passo dopo il lockdown. Ma non è ancora tempo di sciopero generale: "lo sciopero generale è   uno strumento, non un obiettivo. La mobilitazione intanto andrà avanti sui posti di lavoro, nelle piazze e nei territori per spiegare cosa sta succedendo", dice.

Patuanelli? Ci siamo rivolti a 'Chi l'ha visto' 


"Il ministro Patuanelli sulle crisi aziendali non lo incontriamo da parecchio tempo tanto è che ci siamo rivolti a 'Chi lo ha visto?'" ha detto ancora il segretario generale della  Uil.  Bombardieri ha poi precisato che l'incontro in programma con il ministro dello Sviluppo Economico dovrebbe tenersi "la prossima settimana".

Landini: "Necessario che governo discuta con parti sociali"
Sulla stessa lunghezza d'onda, il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Napoli per la giornata di mobilitazione nazionale unitaria dei sindacati: "E' necessario che il Governo  discuta con le parti sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali, su come si spendono i soldi europei e su come cambiare il nostro modello di sviluppo, facendo quelle riforme  che da anni attendiamo e che oggi pensiamo ci siano le condizioni per poterle fare" dice. "Ripartire dal lavoro vuol dire ripartire dai diritti, dalla qualità del lavoro, dalla lotta alla  precarietà e avere un progetto generale di cui il Mezzogiorno non è semplicemente aiutare una parte del Paese, ma è la condizione perché il Paese possa essere rilanciato e si  possa costruire un'Europa del lavoro e sociale", ha aggiunto Landini.

Landini: "Parlamento confermi il blocco dei licenziamenti"


"E' importante che il Parlamento confermi il blocco dei licenziamenti" spiega poi Landini, parlando  con i giornalisti a Napoli. Il segretario ricorda che, su questo tema, si  sta discutendo in queste ore e  che "ci sono anche delle richieste, a partire da Confindustria, di mettere in discussione il blocco dei  licenziamenti". Confermarlo vorrebbe dire, "per  quest'anno, avere gli ammortizzatori e avere anche il  tempo in queste settimane di discutere di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali perchè il  problema della fine del blocco  è un problema se nel frattempo non si fa nulla".

Nel frattempo, spiega, "bisogna far partire gli investimenti e fare una riforma degli ammortizzatori  sociali che permetta di collegare la formazione, gli orari di lavoro, che incentivi l'uso dei contratti di solidarieta' e di altre forme e poi naturalmente nell'immediato c'è il problema di far ripartire gli  investimenti per fare in modo che non ci sia un blocco totale  delle attività". 

Landini a Confindustria: "Strada intrapresa porta solo a uno scontro"


"Mi auguro che Confindustria capisca che quella è una strada che porta solo a uno scontro di cui  non abbiamo bisogno" dice il segretario generale della Cgil. "Anzi sarebbe utile  che insieme  chiedessimo al Governo una vera riforma fiscale, - continua Landini - e in questa fase sarebbe utile  un provvedimento che defiscalizzasse gli aumenti dei contratti  nazionali, parliamo di più di 10 milioni  di persone tra pubblici e privati che quest'anno e il prossimo saranno alle prese con il contratto. Fare  questo vorrebbe dire anche rilanciare  i consumi nel Paese".

"La posizione avuta finora da Confindustria è stata quella di bloccare il rinnovo dei contratti.  Pensiamo alla sanità privata dove da 12 anni che è scaduto il contratto. C'era una pre- intesa, c'era   solo da mettere la firma e non lo stanno facendo. - spiega Landini - Pensiamo all'attacco che hanno   fatto al contratto degli alimentaristi in cui Confindustria ha  preso  le distanze dalle associazioni che   hanno deciso di firmare". Per il segretario della Cgil "è una logica secondo noi sbagliata, perché  oggi  rinnovare i contratti, oltre a  essere una questione salariale che esiste è anche una scelta per   dire che i problemi si affrontano assieme".

Furlan: "Su Recovery Fund ancora in attesa di convocazione Conte"


Sulle proposte per l'impiego dei fondi del Recovery Fund "da tanto aspettiamo la convocazione del   presidente del Consiglio che continua a non arrivare. Glielo abbiamo detto  a luglio durante la   manifestazione nazionale a Roma, glielo diremo di nuovo oggi in tutte le piazze capoluogo delle   regioni d'Italia". Lo ha detto Annamaria Furlan, segretaria  generale della Cisl, a margine della   manifestazione sul lavoro in piazza Duomo a Milano organizzata da Cgil, Cisl e Uil. "Nessun euro  dei 209 miliardi deve essere sprecato.  Tutto deve andare alla crescita, al lavoro, al benessere dei cittadini e all'insegna della coesione sociale". In particolare, ha spiegato Furlan, bisogna "sbloccare i cantieri, investire in infrastrutture, materiali e  immateriali, e investire sulla crescita che significa innovazione, ricerca e sulla formazione".

"Il lavoro deve essere al centro delle scelte. Basta bandierine inutili, polemiche inutili", come "quella  sul Mes: negli ultimi 10-15 anni sono stati tagliati nel nostro Paese 38 miliardi alla sanità pubblica.  Perché dire no al Mes, a 37 mld che devono avere solo la caratteristica di essere spesi nella sanità?  Basta polemiche inutili, bisogna mettersi a lavorare" ha spiegato Furlan.


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