Italy

“Classica al tramonto” nella magica cornice dell’Orto botanico di Roma

Cinque appuntamenti della Istituzione Universitaria dei Concerti

Al via domenica 5 luglio con Gloria Campaner un festival dei migliori giovani talenti della musica da camera italiana. Per ogni appuntamento, sul palco si alterneranno diversi solisti. Con un finale dedicato al jazz

di Nicola Iannello 02 luglio 2020Al via l’edizione 2020 del festival “Classica al tramonto”, la rassegna di musica da camera che la Istituzione Universitaria dei Concerti organizza ogni estate negli spazi verdi di Roma. La sede degli eventi sarà particolarmente suggestiva, il Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza”, un luogo segreto e silenzioso a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara a Trastevere. Non è cambiata invece la formula del festival, che consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. E un finale speciale col jazz.

Inaugurazione domenica 5 luglio con Gloria Campaner, pianista già affermata a livello internazionale che ha inciso per EMI e Warner. Insieme a lei il violino di Michele Redaelli e il violoncello di Enrico Saverio Pagano, rispettivamente “spalla” e direttore artistico dell’Orchestra da Camera Canova. La particolarità è che i tre musicisti suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (del compositore bolognese un poco noto Notturno, in tono con l’ambiente e l’ora).

Venerdì 10 luglio la pianista Beatrice Cori – appena ventitreenne ma già vincitrice di vari concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Paris International Music Competition – suona Chopin, Liszt e Debussy. Si prosegue con il Caravaggio Piano Quartet: alcuni sere si susseguono infatti due diversi interpreti. Formato da tre giovani italiani e uno spagnolo, questo quartetto ha vinto l’anno scorso il Premio Farulli nell’ambito del Premio Abbiati, assegnato dalla critica musicale italiana al miglior gruppo giovanile da camera: in programma Beethoven e Fauré.

Martedì 14 alle sono di scena la pianista Sofia Adinolfi (Premio Nazionale delle Arti per la sezione di Musica da Camera) con musiche di Bach e Beethoven e poi il Trio Enea, un gruppo giovanissimo, nato in seno all’Avos Chamber Music Project e già avviato a una brillante carriera: eseguirà il Trio op. 100 di Schubert.

Venerdì 17 il pianista Alessandro Simoni suona Chopin, Liszt e Stravinskij. Nella seconda parte si potranno ascoltare un Trio di Rachmaninov e un Quartetto di Schumann nell’esecuzione della violinista Mirei Yamada, del violista Luca Sanzò, della violoncellista Lara Biancalana e dei pianisti Andrea Di Marzio e Antonino Fiumara: un gruppo formato da maestri e allievi dell’Avos Chamber Music Project. Merita una segnalazione particolare la giovanissima violoncellista, che nel 2018 ha vinto a soli quattordici anni una borsa di studio per la Yehudi Menuhin School.

Conclusione giovedì 23 con il jazz. Il titolo “Le Cinque Voci” si riferisce ai cinque interpreti – Ada Montellanico e Ialsax Quartet – che presenteranno musiche di Monk, Corea, Konitz, Nunzi, Girotto e Pascoal. La Montellanico è cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana e ha collaborato con Jimmy Cobb, Lee Konitz, Paul McCandless, Enrico Pieranunzi ed Enrico Rava. Con lei suona lo Ialsax Quartet, fondato nel 1991 da Gianni Oddi, che per molti anni è stato 1° Sax Alto dell’Orchestra della RAI di Roma e poi della PMJO.

Saranno scrupolosamente osservate le norme sulla prevenzione del coronavirus, in particolare il distanziamento e l’uso della mascherina. Tutti i concerti alle 20.30.

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