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Coronavirus, 9 morti e oltre 1500 contagi in Veneto. Zaia: "Diminuita l'età media ma il 97% è asintomatico"

VENEZIA. E' un Luca Zaia che cerca di fare chiarezza quello intervenuto nell'ultima conferenza stampa sulla situazione Coronavirus in regione. L'appuntamento, divenuto ormai (di nuovo) quotidiano, è usato non solo per comunicare il dato giornaliero dei contagi, ma anche per cercare di relativizzare i numeri che rimbalzano tra media e social, gettando nel caos i cittadini.

Ci siamo presi la briga di fare un calcolo sui numeri di marzo e quelli attuali – ha incalzato – perché i numeri vanno visti per quello che sono. Il 22 marzo, giorno del picco del contagio, avevamo 412 positivi su 2703 tamponi, pari al 15,2% dei tamponi effettuati. Il 21 ottobre, i positivi sono 1553, ma i tamponi, senza contare i test rapidi, sono stati 20181, con un rapporto contagi/tamponi del 7,7%. se il 22 marzo avessimo fatto lo stesso numero di tamponi la cifra dei positivi avrebbe superato i 3000”.

“Dico questo non per sminuire, ma per fare chiarezza – continua – ora il numero di terapie intensive è minore, l'età media è diminuita e questo perché ci sono molti giovani infetti, con una carica virale molto alta, tra l'altro. Non abbiamo nessuna velleità di dar vita a nuove narrazioni ma vogliamo offrire una lettura che guardi in faccia la realtà. Il virus c'è e l'emergenza Coronavirus per noi è l'emergenza ospedali. Cerchiamo di andare al dunque e diciamo ai cittadini che in Veneto ci sono 7500 posti letto negli ospedali. Se superiamo una certa soglia di posti letto occupati da pazienti Covid, non possiamo tenere aperte le strutture per altre emergenze o attività ma concentrarci solo sul Covid. È questo il vero problema che interessa tutte le sanità del mondo”.

Secondo il piano di sanità pubblica attualmente vigente in Veneto, con 5 fasi stabilite sulla base dei numeri di ricoveri e terapie intensive, la regione si trova in uno stadio sì allarmante ma non ancora disperato. Con una settantina di terapie intensive e più di 600 ricoveri, la fase 3, quella che si apre con 151 terapie intensive, è ancora lontana. “Di questo passo ci arriveremo a novembre”, aveva preannunciato Zaia nei giorni scorsi.

Nel nuovo bollettino, comunicato dallo stesso presidente regionale, la situazione sul fronte Covid in Veneto vede 1587 contagiati e 9 morti nelle ultime 24 ore, numeri che portano il bilancio provvisorio a 15621 persone attualmente positive, 42869 infetti da inizio pandemia (“Dal 21 febbraio”, specifica Zaia) e 2317 decessi. Il numero di tamponi effettuati (eccetto i test rapidi, “oltre 10mila”) sono 17461, per un totale da inizio epidemia di 2226292 tamponi molecolari.

Per quanto riguarda ricoveri e isolamenti, in Veneto il bollettino recita 631 pazienti ricoverati (di cui 83 negativizzati), 73 terapie intensive (di cui 5 negativi) e 15958 isolamenti (di cui 496 sintomatici). “Il dato sui sintomatici dice che una percentuale stabilmente al di sopra del 95% dei testati è asintomatico. Oggi la percentuale è del 97%). I dimessi, infine, sono 4486.

L'ultimo pensiero è andato poi alle persone impegnate sul campo. “Il dato sul personale sanitario dice che ad oggi lo 0,7% di chi lavora in ospedale, amministrativi compresi, è infetto – conclude Zaia – sono 496, dunque. La curva si è mossa. Per questo abbiamo deciso di testare ogni 7 giorni i medici in prima linea, ogni 20 tutti coloro che lavorano in ospedale. Si parla di quasi 60mila persone. È chiaro che se si infettano loro, è finita”.

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