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Coronavirus, Boris Johnson si aggrava: il premier del Regno Unito in terapia intensiva

LONDRA - La notizia scuote tutto il Regno Unito. Alle 19 locali Boris Johnson è stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale St Thomas di Londra. "Le sue condizioni sono peggiorate nel pomeriggio", ammettono da Downing Street, dopo una giornata di smentite ed elusioni sul premier britannico affetto da 11 giorni da un coronavirus che non lo molla più.

Durante la sua indisponibilità, Johnson lascerà tutte le sue deleghe al ministro degli Esteri Dominic Raab. Secondo fonti di Downing Street, Johnson sarebbe in terapia intensiva ma non sottoposto a un ventilatore per l'ossigeno.

"I miei pensieri sono per Boris Johnson e la sua famiglia", ha scritto in un tweet poco dopo la notiza il leader del partito laburista Jeremy Corbyn.
Commenti anche dal sindaco di Londra: "Stasera prego per la guarigione del Primo Ministro. @GSTTnhs (NHS di Guy e St Thomas) ha tra migliori medici del mondo e non potrebbe essere in mani più sicure", scrive Sadiq Khan. "Terribilmete dispiaciuto che @BorisJohnson sia in terapia intensiva, è una notizia preoccupante. Si tratta di un virus terribile che tutti dobbiamo prendere sul serio. A presto Boris", ha scritto Ian Blackford, leader del Partito nazionale scozzese.
Anche i nuovo capo del partito laburista, Keir Starmer, ha parlato di "notizia terribilmente triste". "I pensieri di tutto il Paese sono col primo ministro e la sua famiglia in questo momento incredibilmente difficile", ha twittato. "Tutto il mio sostegno a Boris Johnson, la sua famiglia e al popolo britannico in questo momento difficile. Gli auguro di superare rapidamente questa prova", scrive il presidente francese Emmanuel Macron.


Dopo il ricovero improvviso del premier britannico ieri sera proprio durante l'attesissimo discorso della 93enne regina Elisabetta, c'era fitto mistero sulle sue reali condizioni di salute. Anzi, più di uno. E diffusa preoccupazione. Il coronavirus non va via dal suo corpo, Johnson stamattina aveva  "sintomi persistenti"  ma lui si diceva su Twitter "di buon umore, sono in contatto con la mia squadra e sono arrivato in ospedale per dei test di routine". Ma c'erano molti dubbi. E altre circostanze che non tornavano. Ecco quali.


"Solo" tosse e febbre

Secondo i suoi, era così. Solo tosse e febbre. In realtà, si sospetta che abbia anche una polmonite o un accenno, di qui il ricovero ieri sera e ulteriori test all'ospedale pubblico St Thomas di Londra, proprio sulla sponda del Tamigi opposta al Parlamento di Westminster. A colloquio con Repubblica, i suoi assistenti stamattina hanno parlato di "sintomi persistenti" a dieci giorni dall'annuncio di aver contratto il coronavirus, ma non sono voluti scendere nei dettagli, così come il ministro degli Esteri Raab oggi pomeriggio in conferenza stampa, né il prof. Whitty, la massima autorità medica del governo, pure lui con sintomi da coronavirus nei giorni scorsi però già ristabilito. Come detto, Johnson oggi ha twittato per rassicurare i britannici, esortandoli a continuare nella loro permanenza in casa "per sconfiggere il virus". Ma, a differenza delle altre volte, non si è fatto vedere in video o in foto.

Il mistero "dell'ossigeno"

Ieri notte l'agenzia di stampa ufficiale russa Ria Novosti ha pubblicato un articolo in cui si sosteneva che Johnson era stato sottoposto a ventilatore in terapia intensiva, facendo dunque presupporre che le condizioni del premier fossero ben più gravi di quanto comunicato da Downing Street. Stamattina, a domanda di Repubblica, il portavoce di Johnson ha seccamente smentito questa ricostruzione: "Questa è disinformazione da parte di Mosca e parte della sua narrativa di fake news in atto sin dall'inizio della crisi coronavirus". Allo stesso tempo però, gli assistenti del premier rispondendo alle domande di altri giornalisti parlamentari, non hanno cassato altrettanto seccamente le voci di una "ossigenazione" cui sarebbe stato sottoposto Johnson: "Bisogna andarci cauti con queste cose". Un'ossigenazione ovviamente non presuppone un'intubazione o il ricovero in terapia intensiva. Ma questa ricostruzione, a differenza di quella dei russi, non è stata interamente negata dai suoi.

La tempistica del ricovero

Nell'annuncio di ieri sera, Downing Street si è premurata nel sottolineare che per Johnson il ricovero è solo una "misura precauzionale". Ma allora, se non c'era tutta questa urgenza o emergenza, perché trasportarlo in ospedale proprio durante il discorso della regina e comunicarlo al Paese qualche minuto dopo? La giornata di ieri doveva essere quella della speranza e delle rassicurazioni ai britannici infuse attraverso le parole di Elisabetta II. Era tutto preparato da giorni. Invece, il risultato finale è stato l'opposto, con il ricovero di Johnson che ha sottratto molte prime pagine al commovente discorso della sovrana e un senso di incertezza e preoccupazione collettivo per le sorti del premier che ha preso il posto della speranza. Perché "rovinare" tutto così? Qual è stato l'imprevisto?

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