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Coronavirus, dalla paura al business: impazzano i gadget  

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Coronavirus, dalla paura al business: impazzano i gadget

di Federica Mochi
La maglietta del momento ha un grande microbo verde stampato sopra e la scritta 'I survived Coronavirus 2020'. O la 'W' che sta per Wuhan, certo, la megalopoli dalla quale è partita l’epidemia, ma anche la raccomandazione: 'Wash your hands'. Mentre l’Italia (e il mondo) si trova a fare i conti con Covid-19, in questi giorni di tensione, le magliette, ovviamente, stanno andando a ruba online. Così come tazze, cuscini, adesivi e altri gadget spuntati come funghi sui principali canali di e-commerce per ironizzare (e fare soldi) sul Coronavirus. Vendute a poche decine di euro, le t-shirt sono già popolarissime.


Su Amazon, Red Bubble, eBay e Teepublic, ad esempio, ce ne è per tutti i gusti: a partire dalle magliette messe in vendita a 15 e 20 euro sulle quali campeggiano le scritte ‘Virus Free’, ‘Wuhan Hugs for free’. O ancora ‘Keep calm and resist Coronavirus’, #Imnotavirus. Immancabile l’iconico logo della birra Corona con la scritta ‘Corona Virus’. E poi l’emoticon gialla con la mascherina e la scritta ‘Caution’. Fate attenzione, prego. Su eBay, a 19 euro, è in vendita l’edizione limitata e numerata di ‘Contagiato padano’. Solo 100 esemplari disponibili nelle taglie donna, uomo e bambino. Una provocazione neanche troppo velata. "Acquistando questa t-shirt - si legge nella descrizione del prodotto -. contribuisci alla ricerca e sostieni il livello di paura che mai come oggi deve essere alto e ben indirizzato. La caccia all'untore, tradizione che il nostro popolo tramanda da secoli, alimenta il terrore, l'odio nel diverso e nell'ignoto, la diffidenza, principi alla base della civiltà occidentale. In periodi in cui il terrorismo perde colpi e il clima un po' surriscaldato ci fa solo venire voglia di mare, un po' di paura non può che far bene".

Tant’è. La più politically correct è quella con il vademecum per isolare il virus. Poche istruzioni ma essenziali: lavarsi le mani, usare la mascherina, controllare la temperatura, evitare assembramenti e non toccarsi il viso con le mani sporche. Nel fantastico mondo del merchandising non mancano poi i gadget come borracce, mug e tazze termiche sulle quali è stampata la foto a colori del Coronavirus o con l’icona di un microbo verde e l’omino che lo prende a calci. Della serie sono sopravvissuto e lo devo urlare ai quattro venti. I prezzi sono modici, bastano 11 euro e si porta a casa persino la tazza che per ‘magia’ cambia colore: un po' di acqua bollente e da nera diventa bianca con la scritta ‘Coronavirus Inside’.

Il virus è stampato anche su cuscini, sugli adesivi col simbolo delle radiazioni nucleari, su apribottiglia e felpe col cappuccio. C’è poi chi si spinge oltre i classici canali di shopping online. E al Coronavirus dedica un intero portale. Si chiama ‘The Coronavirus Shop’, non a caso, e lì abbondano felpe, tazze e t-shirts con la scritta ‘I love Wuhan’. Politicamente corrette. La cautela, del resto, non è mai troppa. Qualche settimana fa eBay ha preso le distanze e ha dovuto ritirare dal mercato alcune magliette che ironizzavano sull’emergenza sanitaria con slogan poco felici come ‘Wuhan city tours’ e ‘Appena rientrato da Wuhan’. Il 'Contagiato Padano', al momento, resta in vendita.