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Coronavirus, scontro Governo-Regioni sulle discoteche. “Maggiori controlli o chiusure”, ma metà dei presidenti si oppongono

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Coronavirus, scontro Governo-Regioni sulle discoteche. “Maggiori controlli o chiusure”, ma metà dei presidenti si oppongono

Il meeting, dal quale non si è usciti con un accordo, è stato posticipato a domani o dopodomani. Emiliano: "Introdotte nuove restrizioni, non possiamo permetterci altri contagi". E dopo il contagio registrato in una discoteca della Versilia, 550 chiamate sono arrivate alla Asl Toscana

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Si è arrivati allo scontro tra Governo e Regioni sulle limitazioni per evitare gli assembramenti che si sono visti nelle discoteche nelle ultime settimane, quando molti giovani hanno preso d’assalto le località balneari e turistiche italiane. Se nel corso del vertice convocato nel pomeriggio di mercoledì le posizioni tra le parti in tema di controlli su chi rientra dall’estero sembrano coincidere, lo stesso non si può dire sulla volontà dell’esecutivo di mettere ulteriori paletti ai gestori dei locali notturni. Secondo fonti interne, i ministri Speranza, Boccia e Patuanelli hanno chiesto la chiusura o provvedimenti nei confronti di quegli stabilimenti che di fatto diventano discoteche e dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, mentre almeno una metà dei governatori sarebbe contraria ad ulteriori restrizioni. Un impasse che ha costretto le parti ad aggiornare l’incontro a domani o dopodomani.

“Il governo chiede maggiori controlli e vigilanza massima”, ha detto a chiusura del meeting il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, secondo le fonti. La linea del governo è quella della massima prudenza, come previsto anche dall’ultimo dpcm che prolunga la chiusura, ma consente alle Regioni di stabilire la ripresa dell’attività “in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori”, anche tenendo conto “delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi”. Considerate le notizie degli ultimi giorni, i ministri hanno sollecitato ai presidenti una limitazione delle deroghe, anche in vista del Ferragosto.

D’accordo con la linea dell’esecutivo il governatore pugliese, Michele Emiliano: “La questione delle discoteche è nazionale, non solo regionale, ma io per primo voglio introdurre ulteriori misure di prevenzione – ha annunciato su Facebook – È vero che sino ad oggi in Puglia non c’è nemmeno un caso Covid legato alle discoteche, ma adesso il virus sta riprendendo a circolare specialmente tra i giovani rientrati dalle vacanze all’estero e quindi dobbiamo prevedere ogni scenario”. Emiliano ricorda che le aperture delle discoteche “sono state autorizzate in tutte le regioni italiane, quelle all’aperto, perché i dati epidemiologici lo consentivano e inoltre sono state fissate regole severe. Le fotografie con assembramenti destano allarme”, aggiunge.

Su posizioni più ‘aperturiste’, invece, il presidente ligure, Giovanni Toti: “Per il momento in Liguria non è stata ancora presa alcuna ordinanza che limita le attività delle discoteche, spero che non ci si debba arrivare, ma dico anche che bisogna rispettare con grande prudenza tutte le regole, altrimenti saremo costretti a intervenire perché nessuno vuole arrivare a settembre con un carico di positivi al Covid superiore a quello che abbiamo. C’è bisogno di tenere sotto controllo la situazione, cosa che per il momento lo è, in Liguria l’indice Rt è intorno a uno, non aumenta il numero complessivo dei contagi, il sistema sanitario è pronto ad accogliere chi ne ha bisogno e non c’è alcuna pressione sugli ospedali, dove il sistema di screening funziona”, conclude.

Nella nuova ordinanza della Regione Toscana, invece, si legge che è consentito ballare solo a due metri di distanza, con il numero di capienza massima calcolato che deve essere documentato e comunicato alle autorità e non può essere in alcun modo superato.

Intanto, ha creato il panico la serata in discoteca, la notte fra l’8 e il 9 agosto, al Seven Apples di Marina di Pietrasanta. Dopo la conferma che una ragazza presente quella sera – una 18enne pisana appena tornata dall’estero – è risultata positiva al coronavirus, la Asl ha ricevuto ben 55o segnalazioni dai ragazzi che erano nel locale quella notte: molti provenienti dalla zona di Firenze, altri da fuori la Toscana.

Per poter mettere in atto le misure idonee ad arginare il contagio, precisa l’azienda sanitaria toscana, è partita l’indagine epidemiologica e, contemporaneamente, sono stati effettuati i riscontri e le relative verifiche. Prima la ricerca dei contatti stretti, poi l’attivazione di una mail (contattabile fino al 13) per ricostruire le presenze nella discoteca e quindi i potenziali contatti a rischio. I tamponi verranno eseguiti con drive through il 15 e il 16 agosto.

L’elenco dei contagi avvenuti in discoteca, così, si allunga: da Vercelli, dove dopo una festa in un locale 37 persone sono risultate positive, fino a Carloforte, dove 16 ragazzi sono stati contagiati tra feste private e club. Il virologo Pregliasco, intervistato dal fattoquotidiano.it, ha spiegato perché, nonostante siano tutti locali all’aperto, le discoteche siano comunque un luogo a rischio: “Un conto è un concerto dove tutti sono seduti, un altro una situazione dove si urla, si suda, ci si spinge”.

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