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«Così ho portato Ibra sul palco dell’Ariston: che storia, mia moglie non poteva crederci»

È un imprenditore di Borgio Verezzi il motociclista che ha offerto il passaggio al calciatore: «L’ho riconosciuto, lui è stato molto gentile: ora mi farà avere la sua maglia» 

Quando, giovedì sera, Zlatan Ibrahimovic è apparso sul palco di Sanremo, con quasi due ore di ritardo, dicendo che era arrivato grazie al passaggio di un motociclista che «per fortuna era un tifoso del Milan» in molti avrebbero voluto essere nei panni di quel centauro. I panni di Francesco Nocera, impresario edile di Borgio Verezzi, ex consigliere comunale. Non un vero e proprio centauro di quelli capaci a fare la gimkana in mezzo al traffico. Ma per Ibra questo e altro.

«Erano circa le 20.15 di giovedì sera e stavo tornando in moto sull’Aurelia da Albenga perché dal pomeriggio c’era un traffico infernale a seguito del gravissimo incidente sull’autostrada» racconta ancora emozionato e incredulo Francesco, grande tifoso del Milan e assiduo frequentatore di San Siro, quando si poteva «Arrivato sul ponte di Borghetto, su un Van nero ho riconosciuto Ibrahimovic. Lui si è accorto di me, ha abbassato il finestrino e mi ha chiesto se potevo portarlo a Sanremo».



L’attaccante del Milan di ritorno da Milano, dove aveva seguito la sua squadra, pur non potendo giocare a seguito dell’infortunio che gli ha provocato una lesione all’adduttore destro era rimasto bloccato nel traffico sull’Aurelia a seguito del grave incidente che ha portato alla chiusura dell’autostrada. «Non ho esitato a dirgli di sì» prosegue «Avevo un altro casco sotto la sella. Quindi ho telefonato a mia moglie per avvertirla che avrei ritardato perché Ibra mi aveva chiesto un passaggio per Sanremo. Ovviamente, lei non mi ha creduto. Quando è sceso dall’auto, mi è sembrato un colosso. Mi ha chiesto di guidare lui, ma ho preferito farlo io. Superato il traffico infernale che c’era sull’Aurelia, ho imboccato l’autostrada ad Albenga. Però, come ha detto Ibra dal palcoscenico del Festival, non avevo mai guidato la moto in autostrada. La tensione era altissima. Non sono un centauro, uso la moto soltanto nei tre mesi estivi». Erano le 21.50 quando Francesco ha fatto scendere dal suo scooter Ibra davanti all’ingresso posteriore del Teatro Ariston.

«Non ci siamo scambiati una parola» aggiunge Nocera «Lui aveva fretta e in moto non si può parlare. Mi ha ringraziato mille volte e mi ha detto “Mi hai salvato il Festival” e mi ha detto che mi farà avere la maglia. È stato molto gentile. Mi ha detto di aspettare il suo autista ma ho preferito telefonargli per dirgli che era andato tutto bene. Quindi mi sono rimesso in viaggio ma questa volta percorrendo l’Aurelia». È ancora incredulo Francesco per quanto gli è accaduto: «Ieri mattina Ibra mi ha fatto contattare dalla sua addetta alla comunicazione per ringraziarmi ancora. È stata una fortissima emozione. Un’esperienza unica che non potrò facilmente dimenticare. La tensione è calata pian piano ma confesso che la scorsa notte ho dormito poco. L’adrenalina era ancora alle stelle. Non capita a tutti di incontrare per caso e in una situazione assurda come quella di giovedì, di caos totale, il proprio beniamino ed essere colui che gli da un passaggio e per di più per Sanremo». —

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