Italy

E Lucia Borgonzoni se la prende con i “comunisti” che la fischiano

Il Corriere della Sera racconta oggi in un articolo a firma di Marco Imarisio il dibattito tra i candidati andato in scena ieri alle 17 all’assemblea annuale della CNA Emilia Romagna, la confederazione dell’artigianato e della e della piccola e media impresa che conta 140mila iscritti sul territorio

Borgonzoni si chiude nel suo rifugio di queste ultime settimane, una stanza d’hotel dove riposa e si prepara agli incontri. L’espressione del volto è provata. Anche lei con l’influenza, come Bonaccini. «Con me ha un atteggiamento paternalista», racconta dopo l’ennesimo caffè al bar. All’inizio di questa campagna ci soffrivo, quando dicevano che Salvini mi oscurava. Ora capisco che è un problema loro, di maschilismo. Il centrosinistra ha un problema a confrontarsi con il genere femminile».

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Sul palco del teatro Arena del Sole sono in 7, con due minuti a testa per parlare. Borgonzoni siede accanto a Potere al popolo, Bonaccini al campione della lista contro i vaccini. In mezzo, un sorridente Simone Benini di M5S, che rivela una evidente preferenza per lei, chissà come saranno contenti i suoi a Roma. L’incidente avviene quando Borgonzoni accenna agli emiliano-romagnoli «che sono costretti ad andare fuori dalla Regione per curarsi».

Arriva una salva di fischi, urla e buuu. Lei invia subito un messaggio a Salvini. «Qui sono tutti comunisti». Poi reagisce con carattere, non è una che incassa senza replicare. «Se va bene tutto così com’è, non votateci, se invece volete correre invece di camminare, fatelo. Buonasera». Nei corridoi arriva la risposta del capo leghista. «Tel ’avevo detto…». Intanto nell’atrio si è creata una coda composta da una decina di imprenditori e dirigenti di Cna. Qualcuno chiede scusa, dando la colpa «ai soliti comunisti». Qualcun altro implora pietà.

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