Italy

Ecco la Mappa celeste per orientarci nel buono che c’è

Neppure il virus ha fermato il racconto delle pratiche di resilienza del Paese. Il sito, la pagina Facebook, i libri del conforto: cresce il progetto nato nel 2018

di Paolo Foschini

1.

La prima volta

La prima volta era stata una notte milanese del 2018, all’Auditorium San Fedele: cento storie in cinque minuti l’una, da sera fino all’alba, per raccontare non l’Italia positiva del futuro ma quella positiva che già c’è. Storie di associazioni, gruppi, imprese sociali, esperienze ad alto impatto. Come una «Mappa Celeste», così l’avevano chiamata. Da usare come carta di navigazione (anche) per il domani: «Forum per il futuro», tecnicamente. In mezzo ci sono state le tappe di Roma alla Camera, quindi Bologna, quindi lo scorso autunno Matera. E poi è esploso il Covid-19, tutti a casa. Così il 21 marzo scorso, equinozio di primavera, il nuovo appuntamento della Mappa Celeste previsto a Palermo si è trasformato in un raduno che ha superato in partecipazione tutti quelli precedenti: perché è avvenuto online.
Lo schema è stato quello di sempre: pochi minuti a testa, salvo raccontare in un piccolo video quel che le altre volte si raccontava su un palco. Ma questa volta con una (grande) possibilità in più anche per chi, pur senza una storia «sua» da raccontare, aveva comunque la volontà di esserci e testimoniare: bastava scegliere la pagina di un libro amato, che contenesse il messaggio resiliente che si voleva trasmettere, quindi leggerla, registrarla, e inviarla.

Una iniziativa che ha acquistato maggiore senso durante questa emergenza: alcune delle realtà della Mappa, anche di quelle che raccontiamo in queste pagine, sono state sospese per rispettare i termini del Decreto; altre si sono trasferite sul web, altre ancora stanno perfezionando i progetti per la ripresa. Ma l’energia è perfino aumentata. Alessandro Rosina, docente di Statistica alla Cattolica nonché presidente dell’associazione Mappa Celeste da lui fondata con la vicepresidente Maria Chiara Prodi e gli altri soci Sergio Sorgi, Ivana Pais, Tommaso Vitale, spiega: «Abbiamo promosso tre tipi di contenuti. Uno è stato quello dell’Italia, diciamo così,prima dell’epidemia. Con le tantissime testimonianze di positività praticata nel quotidiano su tutto il nostro territorio, da molto tempo. Poi naturalmente ci sono state le storie di resilienza rispetto alla crisi che stiamo affrontando, ma in una chiave che non voleva essere solo relativa all’emergenza: perché molte soluzioni che vengono fuori nei momenti difficili si rivelano strade giuste da mantenere anche dopo, e raccontarle serve appunto a non dimenticarle anzi a farne modello per altri. Infine abbiamo aperto l’opportunità della lettura, per consentire a tutti di partecipare e per ribadire che isolamento fisico non deve significare isolamento culturale o sociale». E ogni pagina letta si è trasformata nel pezzetto di un unico grande «libro della positività», destinato a restare.
Ad aprire la lunga notte di questa edizione è stata la canzone di Ivano Fossati Una notte in Italia lettura inviata da Giorgio Gori nella sua veste di sindaco di Bergamo, una delle città più drammaticamente colpite dall’epidemia: «Può sembrare fuori luogo in questo momento cantare la fortuna di vivere adesso in questi tempo sbandato, ma io credo che sia questo il momento in cui dobbiamo tirare fuori il meglio di noi». In queste pagine raccontiamo solo sei tra le decine di storie raccolte nella Mappa. Con la consapevolezza che sono una piccola parte del totale. La cui esistenza è da tener presente oggi più che mai.

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