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Ecco SharkApp, l’app per segnalare la presenza di squali e aiutare a salvarli

Che non sono mostri lo sappiamo già e col tempo dovremmo aver capito anche che gli squali, in realtà, sono creature da tutelare. Ora poi abbiamo un’arma in più per farlo: SharkApp. Questa applicazione per dispositivi iOS e Android invita gli utenti a segnalare gli squali incontrati per caso mandando una foto e la posizione dell’incontro. È la cosiddetta «Citizen Science», la scienza condivisa: la app è stata ideata da Massimiliano Bottaro e Marco Signore, entrambi della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, e le segnalazioni partono dagli utenti ma sono poi vagliate dal centro di ricerca partenopeo.

Conoscerli per salvarli

«SharkApp fa parte di un programma di recupero, salvaguardia e consapevolezza unico nel suo genere in Italia», raccontano gli ideatori al Corriere, «Sapere dove si trovano gli squali per noi è fondamentale. Avere una mappa, anche solo abbozzata, permette di conoscere dove eseguire interventi mirati per proteggerli». Il problema principale, spiega Signore, sono principalmente gli squali di profondità che vengono pescati per errore e non per essere mangiati. «Per esempio lo squadrolino, un piccolo squalo a forma di rombo che fino agli anni ‘50 e ‘60 era comunissimo nei nostri mari e adesso non si vede più». Secondo gli ultimi dati, nel Mediterraneo si trovano 39 delle 73 specie a più alto rischio di estinzione. Dati che però sono fallaci proprio perché in molti casi non conosciamo la reale diffusione.

Anche dal pescivendolo

Va da sé che essendo un’app di conoscenza condivisa, SharkApp sarà davvero utile se usata da più utenti possibile. «Speriamo che venga utilizzata dal pubblico perché alla base dell’applicazione c’è proprio la collaborazione delle persone: invitiamo quindi a segnalarci non solo gli incontri in mare ma anche in pescheria», dicono Bottaro e Signore. Può sembrare un’affermazione bizzarra ma in realtà tante specie marine sono state scoperte (o riscoperte) proprio tra i banchi dei pescivendoli.

La guida per riconoscerli

Certo, si fa presto a dire squalo ma questa grande famiglia comprende oltre 500 specie diversissime tra loro, che va dai 18 metri dello squalo balena, il più grande pesce al mondo, al minuscolo lanterna nano di 17 centimetri. Ma ecco che SharkApp ci viene in aiuto. Al suo interno offre una guida visiva a tutte le specie presenti nei nostri mari. Chiamata Wikisharks, mostra un’immagine dei vari animali, dai martello ai gattucci passando per i gattopardi e i grigi. Poi, toccata la foto, ecco aprirsi una scheda con lo status Iucn, ovvero lo stato di conservazione e l’eventuale rischio di estinzione, una descrizione dell’animale, i suoi segni distintivi e le sue abitudini. Perché conoscerli è un buon passo avanti per non temerli, segnalarli per farli sopravvivere.

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