Non c'è un attimo di tregua per l'ex Ilva di Taranto. Mentre continua il braccio di ferro con ArcelorMittal per evitare l'addio dallo stabilimento pugliese, un nuovo incidente scuote la già precaria situazione degli operai dell'ex Ilva: intorno alle 4.30 di oggi diverse esplosioni si sono verificate nell'impianto Idf a servizio del Convertitore 1 di Acciaieria 2. Le deflagrazioni è state denunciate dalle rsu di Fiom e Uilm: "Si sono aperti diversi squarci alle tubazioni, nei pressi del pulpito stiring, laddove c'è transito di personale per le normali attività di affinazione".

Secondo i coordinatori di fabbrica Fiom e Uilm, Francesco Brigati e Gennaro Oliva, la causa di questi incidenti è l'aumento produttivo: "L'acciaieria 2, a conferma di quanto sostenuto da Fiom e Uilm nei giorni scorsi e verificato nel corso del sopralluogo effettuato ieri, non può sostenere l'aumento produttivo a 3 convertitori e gli ultimi episodi lo testimoniano. ArcelorMittaldeve tornare sui suoi passi e sospendere immediatamente la scelta unilaterale di fermare l'acciaieria 1 in quanto i continui rinvii e ritardi su manutenzione ordinaria e straordinaria determinano, in caso di aumento produttivo, situazioni di pericolosità sia dal punto di vista della sicurezza che dell'ambiente".

Esplosioni all'ex Ilva di Taranto, Cisl: "Fatto preoccupante"

L'incidente avvenuto nello stabilimento di Taranto ha messo subito in allarme tutte le sigle sindacali. Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, ha mostrato la sua preoccupazione per quanto avvenuto parlando con i giornalisti a margine della tavola rotonda "Infrastrutture: per lo sviluppo e la crescita del Paese" al Centro Studi Cisl di Fiesole (Firenze): "E' un fatto preoccupante, molto grave quello che è accaduto stanotte all'Ilva con tre esplosioni nell'acciaieria. Per fortuna, non ci sono stati feriti. Ma è urgente che il governo convochi subito Arcelor Mittal ed i sindacati per affrontare la situazione dello stabilimento che ogni giorno di più rischia di peggiorare".

''Bisogna far rispettare all'azienda l'accordo per la produzione, la sicurezza dell'impianto, la tutela della salute dei cittadini - ha aggiunto Furlan - Ogni ritardo è un danno per lo stabilimento, per il risanamento dell'ambiente, per la comunità di Taranto e per il Paese".

Esplosioni all'ex Ilva di Taranto: ''Serve manutenzione ordinaria e straordinaria''

"I fatti ci danno ragione". È la considerazione del segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, dopo il guasto verificatosi all’alba di questa mattina. "Non sono trascorse nemmeno 48 ore dall’incontro consumato nello stabilimento di Taranto dalle organizzazioni sindacali con i vertici di ArcelorMittal, sulla decisione di fermare Acciaieria 1 e marciare a pieno regime con l’Acciaieria 2, ed ecco emergere le prime criticità". 

"Lunedì scorso nel corso dell’incontro – aggiunge Prisciano – avevamo esposto le nostre perplessità sul nuovo assetto di marcia, evidenziando che quella esposta dall’azienda non poteva rappresentare la strada giusta. Una decisione aziendale che abbiamo rigettato e definito inaccettabile, sia per i problemi che potevano verificarsi in termini di sicurezza ed ambientali, sia per l’impatto occupazionale che di fatto determina la collocazione in Cigo di 250 lavoratori".

"Da tempo – rileva Prisciano - dichiariamo che gli impianti all’interno dello stabilimento necessitano di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Così come diciamo che l’azienda deve programmare in maniera capillare, con interventi specifici. I fatti, ancora una volta, ci danno ragione".

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