Italy

Francia, oggi la prima udienza per gli ex terroristi italiani

Appello degli intellettuali su Liberation per negare l'estradizione ai nove

05 maggio 2021 
 Oggi il quotidiano francese Liberation dedica due pagine all'appello di un gruppo di intellettuali al presidente Emmanuel Macron contro la concessione dell'estradizione per dieci ex terroristi italiani che oggi compariranno al Palazzo di giustizia di Parigi per la prima udienza di una procedura che si annuncia lunga e combattuta. L'appello, annunciato già alcuni giorni fa, viene riprodotto per esteso. Vi si ricorda la concessione dell'accoglienza durante la presidenza di Francois Mitterrand, negli anni Ottanta, la nuova vita in Francia degli ex militanti italiani, che hanno rinunciato alle armi e alla violenza, le loro nuove famiglie. Invocano l'amnistia in Italia, un gesto che - secondo loro -consentirebbe al Parlamento di "voltare pagina e di guardare al futuro". Seguono le firme di una trentina di personalità, fra le quali Agnes B., Charles Berling, Valeria Bruni-Tedeschi, Costa-Gavras, Jean-Luc Godard. Segue, nella seconda pagina, un intervento dell'ex presidente della Camera, Luciano Violante, dal titolo 'Anche le vittime delle Brigate rosse avrebbero voluto rifarsi una vita': "insorgere contro l'arresto di ex militanti di estrema sinistra italiani che da 40 anni vivono in Francia, significa misconoscere i crimini terroristici di cui sono stati autori in passato".

  I 9 ex terroristi italiani per i quali il presidente Emmanuel Macron ha dato il benestare all'esame delle domande di estradizione da parte della giustizia si preparano alla giornata di oggi, inizio della procedura vera e propria davanti alla Chambre de l'Instruction della Corte d'Appello.

  Mancano sempre notizie dell'altro ex brigatista, Maurizio Di Marzio, che dal 10 maggio vedrà cadere in prescrizione la sua condanna e non ha accettato il consiglio di costituirsi.  

      Pronta a un'altra lunga battaglia sulle estradizioni è Iréne Terrel, l'avvocata che ha legato il suo nome a queste battaglie cominciate negli anni Ottanta: "Alla fine – confida all'ANSA - vorrei che mi dicessero 'basta, adesso è finita'. Non vorrei dover ricominciare tutto ogni 10 anni, questi ritorni al passato cominciano a diventare surreali, una caricatura. E io che sono costretta a requisitorie sugli stessi temi". Terrel si dice delusa dalla politica del suo Paese: "A parte che è evidente che ormai siamo in un'altra epoca, abbiamo assistito auna vera e propria retata all'alba il giorno dei fermi. Nulla a che vedere con le procedure di anni fa. Questa è bassa politica, franco-italiana. La Francia, che ora vuole cancellare 40 anni di vita delle persone, non ne esce bene". Secondo la legale, "vengono rimessi in discussione i fondamenti della filosofia del diritto. Le richieste sono irricevibili. In sostanza si dice 'basta, non accettiamo più la prescrizione, il principio che anche il peggiore può cambiare, può evolvere, andare nel senso di una riconciliazione della società civile'. Se tutto questo non conta più, ad essere abolite sono le basi del diritto".   Contro la violazione del principio del "ne bis in idem" – non poter essere giudicati due volte per la stessa colpa – protesta anche Oreste Scalzone, da sempre punto di riferimento del gruppo di fuggitivi in Francia: "Una nuova procedura, anni più tardi, chiunque sia l'imputato, fosse anche Totò Riina, è aberrante -dice Scalzone - certo ce lo aspettavamo e nelle ultime settimane c'era stata un'accelerazione, era diventata una specie di morte annunciata. Ma quando arriva il colpo, anche se te lo aspetti e sei preparato, è sempre un brutto momento". Sulle procedure, Scalzone è d'accordo sull'irricevibilità: "Non ci sarà neppur ebisogno di ricorrere ai motivi di salute, pur esistenti per alcune di queste persone, per veder respinte le richieste di estradizione. Per alcuni sarà la terza volta".   Oggi  l'inizio delle procedure: a palazzo di Giustizia si prevede l'afflusso di giornalisti, sostenitori, amici e familiari dei 9 estradabili, anche se per un'udienza di tipo formale. Per l'occasione, e visto che in aula potranno entrare in pochi fisicamente, è stata allestita una sala con grande schermo per seguire a distanza le udienze.

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