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Italy

Fugatti: ''Medicina? C'è anche a Campobasso quindi andiamo avanti''. Dallapiccola: ''Frase ambigua. Il Molise, come il Trentino, rende bella l'Italia''

TRENTO. Sarà stata la vecchia anima leghista, quella che prima che diventassero gli ''immigrati'' il problema di tutto se la prendeva con i ''teroni'' (si ricorderà come non più tardi di qualche anno fa i leghisti gridavano ''Prima il Nord'' e difendevano lo slogan anche quando, già all'epoca, qualcuno dava loro dei razzisti, come si evince dal post qui sotto di Salvini, salvo poi farlo evolvere in un ''Prima gli Italiani'' che più che include si sforza di escludere nuovi ''nemici'') ma l'uscita del presidente della Provincia Maurizio Fugatti fatta ieri a conclusione della presentazione del super-robot acquistato dall'azienda sanitaria, davanti a medici, operatori del settore e giornalisti non ha lasciato indifferenti.

''La facoltà di medicina c'è anche a Campobasso, quindi avanti con convinzione e concretezza'', ha detto il numero uno della Provincia dopo aver ringraziato l'Apss per i grandi risultati raggiunti e la qualità dei servizi e della ricerca. Una frase riportata anche dal Trentino del 10 dicembre. Una frase che a tutti è suonata un po' come ''se ce l'hanno perfino a Campobasso perché non dovremmo averla noi''. Tolto il fatto che come argomentazione, ovviamente, non sta in piedi, men che meno in un contesto come quello, tra esperti del settore e professionisti, e che da un presidente della Provincia ci si aspetterebbe qualcosa di più articolato e strutturato di un ''ce l'hanno anche gli altri'', è l'ex assessore al turismo Michele Dallapiccola a depositare in aula un'interrogazione al riguardo.

Perché, quando parla un così alto rappresentante istituzionale, quanto detto viene, tendenzialmente, preso sul serio e quindi attenzione alle ''ripercussioni sulla reputazione del turismo Trentino verso il mercato Italia a causa delle affermazioni attribuite dalla stampa al presidente Fugatti''. Questo il titolo dell'interrogazione di Michele Dallapiccola che spiega come ''anche il Molise e il suo capoluogo Campobasso sono luoghi che rendono bella e attrattiva in tutto il mondo la nostra cara Italia. Lo fa (il Molise ndr), in particolare, dal punto di vista turistico e culturale esattamente come accade al Trentino dove il mercato Italia rappresenta oltre il 50 % dei nostri ospiti''.

 
''È per questo motivo - prosegue l'ex assessore provinciale al turismo - che considerazioni relative ai nostri connazionali dovrebbero essere particolarmente pesate e attente al rispetto di tutti specie dalla più alta delle istituzioni trentine e cioè il nostro presidente. Affermazioni come quelle comparse su un quotidiano locale nell'ambito di valutazioni relative all'università di medicina così come rappresentato nel virgolettato potrebbero essere percepite con la peggiore delle interpretazioni. Citare il fatto che l'università di medicina c'è anche a Campobasso rappresenta un'espressione che consideriamo assolutamente ambigua e infelice e potrebbe produrre ripercussioni nella reputazione della nostra provincia nocive anche alla scelta del dove effettuare le proprie vacanze''.

Di più, visto anche quanto diceva la Lega fino a qualche anno fa il rischio che quanto detto (perché possiamo già rispondere alla prima delle due domande poste da Dallapiccola: la frase, infatti, è stata pronunciata esattamente così come è riportata e non c'è stata nessuna forzatura da parte del Trentino) possa essere interpretato in quella chiave è grande: ''Se questa notizia andasse incontro ad un respiro più ampio rispetto a quello locale - aggiunge ancora Dallapiccola - potrebbe arrivare a configurarsi come un vero e proprio incidente diplomatico''.

E quindi ecco l'interrogazione: ''Se il presidente sia conscio dell'ambiguità della frase che gli viene attribuita. Nel caso di conferma della paternità della frase, se non ritiene sia il caso di scusarsi non solo con gli abitanti di Campobasso e del Molise ma con l'Italia intera per essersi lasciato andare a un'illazione di questo tenore''.

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