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Italy

Genoa-Sampdoria 0-1, Gabbiadini entra e decide il derby a 5' dalla fine

GENOVA -  Può bastare un lampo a illuminare anche la notte più buia. Non sono i fuochi d'artificio del pre-gara a far brillare gli occhi e scaldare i cuori della gente assiepata sugli spalti del Ferraris, ma una saetta scoccata da Manolo Gabbiadini, che colpisce in pieno petto i tifosi genoani e fa impazzire di gioia quelli della Sampdoria, perché nella disperazione anche la festa ha un sapore più intenso. Manolo il freddo si alza dalla panchina a un quarto d'ora dalla fine di un derby brutto, intenso, con poco calcio e tanti calci, e mette al servizio di una Samp ordinata e nulla più una delle giocate che fanno parte del suo bagaglio tecnico. Un sinistro di prima intenzione, senza pensare, istinto puro e il pallone che va ad adagiarsi nell'angolo alla destra dell'incolpevole Radu. Un gol che è il manifesto dello scontro generazionale alla base di questa stracittadina della Lanterna disperata come rare volte lo è stata nella storia: il Genoa che perde palla nel tentativo di uscire palla a terra, specchio della voglia di fare calcio a tutti i costi del suo allenatore Thiago Motta, e la Sampdoria che va dritta al bersaglio, pragmatica e accompagnata da quel velo mistico che da anni accompagna Claudio Ranieri, ancora una volta imbattuto in un derby giocato sul suolo italiano.

Zero occasioni

Aspettarsi dello spettacolo ha il sapore dell'utopia e il primo segnale sul tipo di match che attende il pubblico lo regala Mimmo Criscito dopo un centinaio di secondi, con un calcione a Ramirez che sa di avvertimento. L'uruguaiano è scelto a sorpresa da Ranieri al fianco di Quagliarella e non a sostegno di due punte: centrocampo più muscolare con Depaoli e Linetty esterni e il duo Vieira-Ekdal in mezzo. Motta, privo di Agudelo, Pandev, e Kouamé, progetta una mediana ancora più folta ma vede il progetto svanire nel riscaldamento con l'infortunio di Sturaro. Dentro quindi Sanabria in tandem con Pinamonti, Schöne trequartista. Nel primo tempo c'è da tenere il conto dei falli, dei cartellini (Ghiglione, Cassata e Vieira i "cattivi") e delle interruzioni, perché di occasioni se ne vedono pochissime: un sinistro masticato di Ramirez dopo un bello slalom al limite, trasformato in assist dall'inserimento di Ekdal poi murato da Biraschi, e un colpo di testa totalmente fuori misura di Sanabria su un cross invitante di Pajac. Ranieri perde Ekdal nel recupero del primo tempo, il tecnico non ha centrocampisti in panchina e allora spazio a Murillo, con Thorsby che avanza al fianco del nervosissimo Vieira. In mezzo alla tempesta, Doveri non si avvede di un colpo rifilato da Romero in pieno volto a Quagliarella: il centrale la fa franca, con gli assistenti Var che non richiamano l'arbitro ritenendo non da rosso diretto l'intervento.

Un mancino, tre punti

Un pizzico di ottimismo sulla crescita qualitativa del match fa capolino in avvio di ripresa, più per la tendenza delle due squadre ad allungarsi che per un reale miglioramento delle trame di gioco. Il Genoa prova a essere più aggressivo ma è un fuoco di paglia spento in fretta da Murillo, bravissimo in chiusura su Sanabria su cross di Ghiglione dal fondo. La Samp si accende con un'azione essenziale: rinvio lungo su Ramirez, l'uruguaiano gestisce il pallone, sguscia in area tra Cassata e Radovanovic ma va giù in area al minimo contatto, inducendo Doveri al giallo per simulazione. Motta prova a cambiare il copione con quel che passa il convento, Ankersen e Jagiello si piazzano sulla sinistra e danno una minima scossa ma non sufficiente per creare pericoli concreti. Una mezza chance capita a Sanabria, che difetta in killer instinct: non sfrutta il buco di Ferrari, mettendo malamente in mezzo invece di concludere. Chi invece graffia appena può è Gabbiadini, entrato a 15′ dalla fine insieme a Caprari al posto del duo Quagliarella-Ramirez. Ghiglione non si accorge della pressione di Linetty e sbaglia la misura del tocco verso Biraschi, il polacco si invola col pallone, arriva a ridosso dell'area e vede il rimorchio di Gabbiadini. Il derby, più delle altre partite, è anche questione di istinto. L'attaccante lascia andare la gamba, ne esce un rasoterra mancino sublime, che getta nello sconforto il Genoa e fa impazzire la Sampdoria, di nuovo fuori dal burrone, con un lampo che ha fatto luce nella notte più buia.

GENOA-SAMPDORIA 0-1 (0-0)


Genoa (3-4-1-2): Radu; Biraschi, Romero, Criscito (43′ st Cleonise); Ghiglione, Radovanovic, Cassata, Pajac (21′ st Ankersen); Schöne (21′ st Jagiello); Pinamonti, Sanabria. All.: Motta
Sampdoria (4-4-2): Audero; Thorsby, Ferrari, Colley, Murru; Depaoli, Vieira, Ekdal (46′ pt Murillo), Linetty; Ramirez (30′ st Gabbiadini), Quagliarella (30′ st Caprari). All.: Ranieri
Arbitro: Doveri
Rete: 40′ st Gabbiadini
Ammoniti: Ghiglione, Cassata, Criscito, Romero, Cleonise, Ramirez, Vieira, Colley
Recupero: 3′ e 4′
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