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Ibrahimovic a Sanremo: “Ho incontrato due gladiatori, Mihajlovic e Donato grande”

L'umorismo di Zlatan Ibrahimovic sul palco del Festival di Sanremo è pari a quello di Lurch della Famiglia Addams. Difficile davvero ridire. Non capisci mai se sta scherzando oppure – considerata la frequenza del tono che usa dentro e fuori dal campo – si esprima seriamente. Nella parte, però, si cala perfettamente nonostante appaia un po' imballato e abbastanza goffo nel ruolo di burbero e bisbetico (non ancora domato), pieno di sé al quale – come da copione – Amadeus fa da spalla. Il conduttore fa buon viso a cattivo gioco, accetta che il calciatore del Milan lo usi a mo' di bersaglio per le sue battute. "Ho sentito che mi hai chiamato supereroe. Mi hai sottovalutato?", si presenta così lo svedese che scende la scalinata dell'Ariston subito dopo l'esibizione di Orietta Berti. Smoking spezzato: camicia bianca, giacca e cravattino in avorio, pantaloni che ne esaltano il fisico slanciato di colore grigio, con una banda nera laterale.

Questa volta lo svedese non ha avuto bisogno di chiedere passaggi in moto per raggiungere il Teatro della Città dei Fiori. Giovedì sera lo raggiunse in moto, percorrendo 60 chilometri sul sellino posteriore di un centauro fermato in autostrada perché un incidente aveva bloccato il traffico. E lui proprio non poteva fare a meno di essere lì. "Come hai convinto il motociclista ieri?", gli chiede Amadeus. La replica di Zlatan te l'aspetti, è abbastanza scontata. "È stato facile convincerlo, gli ho detto che o mi portava a Sanremo o Amadeus avrebbe presentato di nuovo il Festival".

Ibrahimovic, invece, accenna a un sorriso. Sì, sorriso… avete capito bene e questa volta non sta seguendo una scaletta né un suggerimento. È sincero quando Amadeus gli ricorda della presenza nella serata precedente e degli ospiti che lui stesso ha accolto. L'amico Sinisa Mihajlovic e Donato Grande, tifoso del Milan e a Sanremo in rappresentanza dello sport paralimpico italiano. Il ragazzo di Trani ha coronato il suo sogno: palleggiare con il campione scandinavo. "Fa i passaggi meglio di qualcuno della mia squadra…", la battuta a cui Zlatan proprio non ha saputo resistere.

Si fa serio, invece, quando dedica un cenno al tecnico del Bologna (guarito dalla leucemia senza mai mollare) e al giovane che in sedia a rotelle si è emozionato ad avere davanti il suo idolo. "È stata una bella serata, ho incontrato due grandi uomini, due veri gladiatori". Infine, poco prima di presentare il duo Colapesce-Dimartino, detta l'ennesima regola del ‘suo' Festival: "Regola numero 5, c'è troppa gente in campo rischiamo una squalifica. Lasciamo solo tamburi e ragazze. Tutti gli altri via".

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