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Inter-Real, Conte non è riuscito a cambiare la mentalità. Esonerarlo? No, ma deve subito cambiare passo

Con la qualificazione agli ottavi di finale di Champions compromessa dalla sconfitta con il Real, a meno di un vero miracolo, l’Inter di Conte rischia già di segnare In modo indelebilmente negativo la sua stagione. L’avvio è stato il peggiore che ci si potesse aspettare, Conte finora non è riuscito a dare un’identità precisa alla squadra, questa è per ora la più grande criticità. Anche nella passata stagione, l’Inter non ha mai trovato il modo di far emergere il suo potenziale negli scontri diretti , in cui è stata quasi sempre battuta.

La squadra ha sempre evidenziato un limite di mentalità, mostrandosi fragile nelle occasioni più importanti. Proprio questo è il lato negativo dell’avventura di Conte all’Inter. L’allenatore è stato scelto per le sue qualità tecniche, ma soprattutto per il suo carisma. Fu l’ad Beppe Marotta a spiegare che serviva qualcuno con il lanciafiamme. La prima stagione di Conte ha segnato indubbiamente un cambio di rotta e ha portato anche risultati che l’Inter non otteneva da tempo, un secondo posto e una finale europea. La nuova stagione doveva essere quella del consolidamento, finora però è stata avara di risultati, non di grandi fibrillazioni. La panchina dell’allenatore non è e non può essere a rischio.

L’incontro di questa estate, con la dirigenza e il presidente, è stato un chiarimento che avrebbe dovuto rasserenare l’ambiente. È stato così a parole, i buoni propositi però non sono stati seguiti dal mercato, fatto più di necessità che di scelte. La squadra andata in campo contro il Real Madrid aveva soltanto due giocatori diversi rispetto a quella dell ’anno passato , Hakimi e Vidal, peraltro i peggiori in campo.

La difesa è la stessa, l’attacco anche, allora cos’è che non funziona nell’Inter che continua a prendere gol , a non ottenere risultati e ultimamente a offrire brutte prestazioni in serie? È un problema di uomini, di modulo, di mentalità, di allenatore, di società? È un’insieme di tutto questo. Conte ha detto alla vigilia della partita contro gli spagnoli: «Tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità».

All’Inter manca sempre qualcosa per fare un salto di qualità atteso ormai da 10 anni e sfiorato nella passata stagione. Conte ha le sue colpe, ma non può essere l’unico indiziato per una situazione che rischia di sfuggire di mano se in settimana non arriveranno risultati convincenti contro il Sassuolo e il Borussia. Sul banco degli imputati, oggi c’è lui, perché ha alle spalle una carriera di successi e uno stipendio da 12 milioni che lo costringe a portare risultati.

È vero pure però che la qualità degli avversari, soprattutto in Europa, è sempre superiore. Chi chiede a gran voce l’esonero ha la memoria corta, non ricorda la storia recente dell’Inter, fatta di stagioni insensate e fuori dall’Europa. Conte però deve cambiare passo, essere se stesso, senza trattenersi né snaturarsi. Se vuole uscire da questa situazione non deve tentare di mediare o aggiustare, torni a imbracciare il lanciafiamme è la cosa che gli riesce meglio e l’unica speranza di tornare a vedere l’Inter che chiuse così bene la scorsa stagione.

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