Il coronavirus continua a colpire le Rsa. Ieri è morta l’undicesima ospite di una struttura di Alberobello dove è scoppiato un focolaio. Degli oltre 3 mila contagi in Piemonte ieri, 397 sono in case di riposo. Nell’ultima settimana in Emilia Romagna le Rsa hanno pagato il prezzo di 60 decessi e 273 contagi. Il Veneto ha chiesto agli infermieri di destinare le loro ore libere al volontariato nelle strutture per anziani.

In vista del Natale, il ministero della Salute ha deciso di dedicare un protocollo alle case di riposo. Il documento è ancora in discussione presso il Comitato tecnico scientifico, ma l’intenzione è chiara: «L’isolamento sociale e la solitudine rappresentano motivo di sofferenza e fattori di rischio nella popolazione anziana». In assenza di contagi e con l’aiuto dei test rapidi, l’obiettivo è riaprire alle visite, superando il Dpcm del 13 ottobre che ha di fatto tagliato gli ingressi dei parenti, a eccezione «dei soli casi indicati dalla direzione sanitaria».

La bozza provvisoria del ministero della Salute prevede un uso generalizzato dei test rapidi, oggi diffusi solo in alcune regioni: «Vanno predisposte strategie di screening immediato, tramite test antigenici rapidi ai familiari/parenti/visitatori degli assistiti. Dopo l’esame dei test, che possono essere effettuati in loco, in caso di esito negativo i visitatori possono accedere alla struttura». Non essendo i tamponi rapidi precisi al 100%, ai parenti si chiede comunque di rispettare distanze e obbligo di mascherine.
 

Per l’ingresso di nuovi anziani o per lo screening del personale, il test di riferimento è il tampone tradizionale. I test rapidi infatti «hanno una minore sensibilità» e solo «il test molecolare permette di identificare con la massima sensibilità i soggetti positivi». Le porte delle Rsa potrebbero richiudersi, su decisione della direzione sanitaria, in caso di contagi. In questo caso è chiesto alle strutture di munirsi di apparecchi «perché a ogni ospite sia data la facoltà di collegarsi regolarmente in modalità digitale con congiunti e amici, al fine di scongiurare un isolamento forzato». Diverse strutture nel frattempo si stanno dotando di “stanze degli abbracci”: tende fatte con teli di plastica trasparente che permettono agli ospiti delle Rsa di abbracciare i parenti.