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Mark The Hammer, dalla cameretta a J-Ax grazie a Youtube (e ad anni di studi)

Pasquale Rinaldis

Musica

Mark The Hammer, dalla cameretta a J-Ax grazie a Youtube (e ad anni di studi)

Figlio di un’epoca di gran fermento che ben si presta all’innovazione, alla trasgressione delle regole e a una creatività finalmente libera e protagonista, la vita di Marco Arata, in arte Mark The Hammer, assomiglia alla trama di un film americano dove il protagonista è uno youtuber che se ne sta in cameretta a fare le sue robe, quando viene notato dall’artista a cui dedica una cover (nel suo caso J-Ax) e poi incomincia a suonare con lui.

“Oggi – racconta Mark The Hammer – sono il chitarrista, il pianista in determinate occasioni e da un po’ di tempo anche il direttore musicale della sua band. Se ci penso, sembra incredibile che sia riuscito a costruirmi una carriera in questo modo. Altri youtuber seguendo il mio esempio hanno tentato questa strada, ma non so se qualcuno finora ci sia riuscito…”.

Dissacratore di pseudo o spesso sopravvalutati artisti-cantautori-rocker-trapper, di reality show e talent in stile X-Factor (imperdibile la serie Se i talent show fossero onesti), con un’ironia fuori dal comune e un nome d’arte più pertinente a un pornoattore, oggi Mark è un musicista professionista che gestisce un canale Youtube di successo, esploso nel 2017 quando pubblica il video Come creare una canzone Trap… senza alcun talento, grazie al quale totalizza oltre 2 milioni di visualizzazioni su Youtube, facendo incetta di iscrizioni al suo canale.

In seguito, sfruttando le sue abilità, produce una vera e propria serie su quella falsariga, in cui spiega con uno stile tutto suo come creare canzoni di qualsiasi genere, dal Reggaeton alla Dance, dal Rock all’Indie “senza avere alcun talento”. E c’è chi pare averlo preso alla lettera, nonostante all’inizio dei suoi video Mark si raccomandi di non prenderli troppo seriamente.

Mark, sei riuscito a diventare il chitarrista di J-Ax grazie ai tuoi follower a cui avevi chiesto di spammare sui suoi social un video di una sua cover… Come andò l’audizione?

Pubblicai il video un giovedì del gennaio 2015 e la sera dopo venni contattato dalla tour manager, che mi disse che avevano visto il mio video, che era piaciuto e che avrebbero voluto farmi un’audizione l’indomani mattina alle 10 a Milano, quando all’epoca vivevo a Genova. Mi disse di preparare cinque brani della discografia di J-Ax. Tutta la notte la trascorsi suonando e studiando i suoi brani, poi feci l’audizione e andò alla grande.

Il giorno dopo ci sarebbe stata la presentazione del disco Il bello di esser brutti che era in uscita e la loro richiesta fu: ‘Riesci a preparare entro domani i 25 brani del disco?’, canzoni che non conoscevo, non essendo state ancora pubblicate. Sapevo che quello era il proverbiale treno che passa una volta nella vita. Così mi misi a studiare tutta la notte quei pezzi e il giorno dopo salii sul palco al fianco di J-Ax, ritrovandomi in camerino assieme a gente come Max Pezzali, Neffa e tanti altri. Ero frastornato, fu un evento allucinante. Sapevo che non potevo sbagliare una nota, e da lì le cose si sono evolute.

Come si è evoluto il tuo personaggio?

Diciamo che il personaggio è stato costruito, demolito e ricostruito più volte. Rispetto a quando aprii il canale su Youtube nel 2007 oggi riesco a esprimermi a 360 gradi come avrei voluto fare sin dall’inizio coniugando la recitazione, la musica e la comicità in qualcosa che mi piace fare.

Hai iniziato facendo video seri, come nella serie Impara a suonare come… poi nel tempo hai cambiato atteggiamento, linguaggio e stile. Pensi che la degenerazione del linguaggio generico, l’utilizzo di frasi fatte senza alcun contenuto che ha contagiato l’intera società, in qualche modo ripaghi?

Viviamo in un periodo storico in cui, grazie soprattutto ai social network, la cosa che va più di moda è esprimere la propria opinione… su tutto! E di solito è un’opinione critica. È questo che secondo me ha degradato il pensiero di molti. Non sono un esperto, però da cittadino penso che la nostra classe politica, dal ’94 a oggi, abbia avuto un grosso peso nel dividere le persone, nel trovare sempre un avversario.

Di solito si ha lo stereotipo che lo youtuber sia un giovane nullafacente, che grazie a questo mezzo riesce ad arricchirsi anche in modo spropositato. Tu invece sei la conferma che dietro ci sono anni di studi e sacrifici.

Per quanto mi riguarda, prima che uno youtuber io sono un musicista che ha avuto la fortuna di trovare un posto dove potersi esprimere. Riguardo agli youtuber, ne conosco parecchi che sono molto competenti, ma finché una consistente parte di youtuber famosi sono letteralmente dei nullafacenti, come posso dire che noi non stiamo alimentando questo stereotipo? Come ogni stereotipo c’è un fondamento di verità, ma la generalizzazione come sempre fa male.

Il grosso del pubblico su Youtube molto spesso è composto da adolescenti: consiglieresti a un ragazzino di fare lo youtuber da grande?

Non consiglierei mai a un ragazzino di aspirare a esserlo: Youtube è un grandissimo mezzo, ma spesso non si comprende appieno la sua reale potenzialità, che è quella di poter esprimere se stessi. Non passa neanche per la testa a un ragazzino che se uno non ha niente da dire, come youtuber non potrebbe che avere un sistema che ne amplifica la sua testa vuota: lo zero lo puoi moltiplicare per il numero più grande che vuoi, ma resta sempre uno zero.

Quali sono i commenti ai tuoi video che ti piace leggere?

Sono quelli in cui mi scrivono ‘cazzo, sono un fan di questo genere musicale o di questo artista, li hai sfottuti e demoliti, ma mi sono fatto quattro risate!’ perché poi è quello lo scopo, divertirsi.

Nel video Come scrivere una canzone indie consigli di utilizzare frasi a caso, estrapolandole financo da un bugiardino dei medicinali. C’è chi, come Calcutta, per comporre il suo brano Paracetamolo sembra essersi ispirato a te.

Non ho mai pensato neanche lontanamente che questa cosa possa avere un fondamento, però i dubbi ci sono e infatti ho anche realizzato un video al riguardo. Roba da mettersi le mani nei capelli.

Alla fine di ogni video invece inserisci lo screenshot da Wikipedia del significato della parola “ironia”…

Be’ è difficile prendere sul serio le cose che faccio, avendo sempre una variabile goliardica e cretina, ma prendere certe precauzioni è necessario.

Ultima domanda: riesci a mantenerti grazie a Youtube?

Spesso i miei video vengono demonetizzati per il linguaggio troppo scurrile: l’alternativa sarebbe renderli più family friendly, ma non ci penso minimamente. Preferisco prendere le briciole, ma avere il mio personaggio coerente con il suo linguaggio. Magari un giorno mi stancherò e cambierò, ma finché questa cosa mi esce naturale non intendo snaturarmi.

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