Italy

Milano, traffico illecito di rifiuti, imprenditore arrestato tre volte: “La merda è diventata oro”

MILANO. Era tornato in libertà da soli due giorni dopo due arresti sempre nell’ambito di inchieste per traffico illecito di rifiuti: quella nata dopo il maxi rogo di via Chisserini a Milano del 2018, e quella, precedente, per l’incendio del capannone di Corteolona, a Pavia.
Oggi per Maurizio Assanelli, titolare di una ditta di autotrasporti, è arrivata la terza misura cautelare (domiciliari) in pochi anni col blitz della guardia di finanza di Legnano, coordinato dalla Dda milanese, che ha portato ad altri 13 arresti per un maxi traffico di rottami ferrosi. «La merda è diventata miniera (...) è diventata oro», diceva Assanelli intercettato nel luglio 2018. Questa volta la «merda» spesso neanche veniva prelevata. E i viaggi, a vuoto, servivano solo a produrre fatture per operazioni inesistenti. Ma, nell’inchiesta del pm Bruna Albertini, che ha portato a 14 arresti (7 in carcere e 7 ai domiciliari) non viene contestata solo l’associazione per delinquere dedita al traffico di rifiuti e alla frode fiscale. C’è, infatti, anche il riciclaggio e l’autoriciclaggio di denaro. I soldi venivano ripuliti all’estero, in società create ad hoc in Croazia e Ungheria, e fatti rientrare dall'Est Europa con gli “spalloni” in Italia. Tanto che nel corso degli accertamenti sono state sequestrate anche valigie piene di contanti.
Nel blitz, condotto dagli investigatori diretti dal comandante Leonardo Di Rella, sono stati disposti sequestri per oltre 15 milioni di euro a carico di 28 indagati. Dall'inchiesta è emerso che circa 74mila tonnellate di rifiuti, in gran parte materiali ferrosi, erano state «falsamente documentate». Sono state accertate fatture false per oltre 56 milioni di euro e le indagini si sono concentrate su oltre 42 società che operano nel settore dei rifiuti.

I perché dei nostri lettori

Un’informazione seria, libera, competente e autorevole come quella de La Stampa merita un abbonamento.

Francesco

I perché dei nostri lettori

Perché La Stampa è il quotidiano su cui ho imparato a leggere. La famiglia di mia mamma era di Torino. Una copia era sul tavolo, tutti i giorni. Per me La Stampa è casa.

Paola

I perché dei nostri lettori

Leggo La Stampa perché informa senza distorcere i fatti, perché nella sua indipendenza sa prendere posizione autonoma anche a costo di andare contro corrente.

Fabrizio

I perché dei nostri lettori

Da 50 anni sono un lettore de La Stampa. È il quotidiano che apprezzo perché è equilibrato nei commenti, ha editoriali interessanti, giornalisti competenti [...]

Giancleto (TO)

I perché dei nostri lettori

Perché ho bisogno e voglio contribuire all'informazione di alto livello, perché La Stampa offre pagine importanti per provincia di Cuneo, mia terra di origine. E poi perché è il giornale con cui sono cresciuto.

Pietro, (TO)

Football news:

Ferdinand su messi in barca: vorrebbe rimanere, dati i risultati e il gioco della squadra? Ha tempo di aspettare?
Non mi sorprenderebbe se Pochettino fosse nominato tra meno di tre giorni. L'ex ala del Barça Carrasco parla del nuovo allenatore del club
Alaba su Mueller: sono contento che il Bayern abbia un giocatore del genere
Jordi Cruyff ha sostituito Donadoni alla testa di Shenzhen Cinese
Tiago Pro 8:2 con barca: il Bayern non ha ancora vinto nulla
Il futuro di Bartomeu a Barcellona discuterà il Consiglio di amministrazione la prossima settimana
Il CSKA è pronto ad offrire 7 milioni di euro per il difensore Fuchs. L'Internacional vuole 10 milioni