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Italy

Morte di Annamaria Sorrentino, un video incastra il marito indagato per omicidio

Otto ottobre 2019, sono passati due mesi da quando Annamaria Sorrentino è morta cadendo dal balcone nella casa affittata per il Ferragosto in Calabria. Il vedovo Paolo Foresta e gli amici, Salvatore, Daniela, Gaetano e Francesca, confabulano concitati con la lingua dei segni nel parlatorio della questura. Qualcuno li guarda da una telecamera, ma loro questo non possono saperlo mentre concordano le parole da dire quando verranno interpellati dagli inquirenti al colloquio per le sommarie informazioni testimoniali.

Annamaria Sorrentino come Marco Vannini

È una scena che ricorda molto da vicino un altro drammatico vertice per decidere la migliore versione dei fatti da consegnare alla Procura, quello tra i Ciontoli all'indomani della morte del povero Marco Vannini. Come in quel caso, anche nella tristissima vicenda di Annamaria Sorrentino, il video è stato acquisito agli atti e potrebbe rivelarsi un elemento altamente incriminante per uno o tutti i cinque amici che il 16 agosto erano con Annamaria nella maledetta casa di Parghelia. Le indagini, intanto, per il reato di omicidio preterintenzionale a carico di Paolo Foresta, vanno avanti in questi stessi giorni, mentre Giallo pubblica in esclusiva la notizia del video che incastra Paolo e gli amici.

I fatti

I fatti, prima di tutto. Annamaria Sorrentino, 29 anni, ex miss Campania non udente con un matrimonio violento e un amante pronto a rifarsi una nuova vita con lei lontano da tutti, parte il 14 agosto da Napoli in direzione Vibo Valentia. Con lei il marito Paolo, l'amante Salvatore, la di lui moglie, Daniela e gli amici Gaetano e Francesca, tutti non udenti. Il 16 agosto, dopo due giorni di guerra aperta, la ragazza precipita dal balcone dell'appartamentino condiviso sulle colline di Parghelia. Muore dopo due giorni di agonia mentre i suoi compagni di viaggio giurano che si è lanciata dal balcone, versione che ribadiranno due mesi dopo nel famoso video finito agli atti.

Un atto dovuto

Per Giovanni Pellacchia, avvocato di Paolo Foresta, l'indagine per omicidio preterintenzionale a carico del suo cliente è solo un atto dovuto, per consentire una serie di accertamenti, come quelli sui telefoni. Per il legale di parte civile, invece, l'avvocato Nicodemo Gentile, potrebbero esserci altri reati e altri responsabili da scovare con questa indagine ‘dovuta'. "Pensiamo che nei momenti precedenti alla tragedia, Annamaria sia stata sequestrata – dice Nicodemo a Giallo – Sicuramente le è stato tolto il telefono per evitare che potesse chiedere aiuto come aveva provato a fare contattando la madre e la sorella". La mattina del secondo giorno di lite in quella casa diventata una polveriera, infatti, Annamaria aveva provato a mettersi in contatto prima con la madre e poi con Luisa, sua sorella. Quando finalmente ci era riuscita erano stati proprio i cosiddetti amici a rassicurare Luisa che Annamaria stava bene, negando più volte di inviarle la posizione perché andasse a prenderla in auto.

Annamaria non voleva morire

Per Luisa, tuttavia, quella situazione non era affatto casuale, la vacanza organizzata all'ultimo minuto nonostante le scarse possibilità economiche, solo un pretesto per riunire tutti sotto lo stesso tetto. Secondo la sorella della miss, la vacanza, infatti, sarebbe stata concertata per mettere sotto pressione i due amanti. Una volta arrivati in casa infatti, sia Paolo che Daniela avevano cominciato a chiedere ripetutamente ai rispettivi consorti di quella relazione. "È vero che Annamaria è la tua amante", avrebbe chiesto Daniela, lo stesso avrebbe fatto Paolo con Annamaria. Un vero e proprio processo costellato di aggressioni fisiche (ad Annamaria sarebbero addirittura state strappate alcune ciocche di capelli), dalle quali Annamaria tentava disperatamente di fuggire. Tanto da togliersi anche le infradito per poter correre, per potersi salvare. A cinque mesi dalla tragedia, infatti, l'unica verità accertata sembra essere questa: Annamaria non voleva morire.

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