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Nel 2016 l'attentatore di Nizza aveva accoltellato una persona

Spuntano nuovi particolari sul conto di Brahim Aoussaoui, il 21enne che giovedì ha ucciso tre persone nella cattedrale di Nizza, in Francia. Nel 2016, a 17 anni, l'attentatore era stato arrestato nella città tunisina di Thyna, nel governatorato di Sfax, per aver accoltellato una persona.

Il passato di Brahim Aoussaoui

Come se non bastasse, secondo le ultime indiscrezioni, prima del folle gesto, Aoussaoui avrebbe detto al fratello, che vive in Tunisia, "di voler passare la notte davanti alla basilica" e gli avrebbe inviato una foto della chiesa. Come riportato dai media francesi, la famiglia del ragazzo ha confermato l'identità del soggetto.

Brahim era chiuso e introverso. L'attentatore faceva la preghiera islamica da due anni e mezzo. La madre ha inoltre spiegato che "non uscita e non comunicava con gli altri" e che da un po' di tempo si era rivolto alla religione isolandosi. "Sono circa due anni e mezzo che fa la preghiera. Andava da casa al lavoro, non usciva e non si mischiava con altri", ha dichiarato la donna, come riportato dall'agenzia Ansa.

Ma è il passato di Aoussaoui a fare paura. La famiglia del ragazzo ha rivelato che prima "beveva alcol e consumava droga". "Gli dicevo “Siamo nel bisogno e tu sprechi denaro?” Lui rispondeva: “Se Dio vuole, Lui mi indirizzerà verso la strada giusta'", raccontato ancora la madre. Il fratello ha dichiarato che Brahim aveva tentato invano di approdare in Italia. Non solo: il ragazzo non avrebbe avvisato i parenti della sua nuova partenza.

Dall'Italia alla Francia

Aoussaoui era sbarcato a Lampedusa, per poi essere identificato a dalle autorità italiane lo scorso 9 ottobre. Una volta arrivato in Francia il ragazzo avrebbe chiamato la famiglia, come ha rivelato la madre. Ricordiamo che l'attentatore aveva trascorso un periodo di quarantena a bordo della nave Rhapsody per poi finire all'interno di un centro migranti a Bari.

Qui era stato fotosegnalato e inserito nei terminali per "illecito ingresso in territorio nazionale". Aoussaoui aveva quindi ricevuto un foglio di via: avrebbe insomma dovuto lasciare l'Italia. Non solo: stando a quanto riferito dall'Adnkronos, il 21enne era stato indagato anche per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nonostante un curriculum per niente invidiabile, Brahim è risalito l'ungo lo stivale fino ad arrivare, illegalmente, in territorio francese. Dove a Nizza si è reso protagonista del brutale attentato che ha scosso l'Europa intera.

Nel frattempo la Procura di Bari ha aperto due fascicoli d'inchiesta sul passaggio dell'attentatore di Nizza nel capoluogo pugliese. Entrambi sono coordinati dal procuratore Roberto Rossi. Il più importante è quello in cui si ipotizza il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale, che mira a verificare se l'uomo, durante il suo transito a Bari abbia incontrato qualcuno e a capire come si sia mosso alla volta del Nord Italia e poi della Francia.

Il secondo fascicolo - al momento solo conoscitivo - aperto dalla Procura di Bari in relazione al passaggio dell'attentatore di Nizza a Bari, riguarda la procedura amministrativa di cui è stato protagonista. II 21enne tunisino Brahim Aoussaoui, infatti, sulla nave Rhapsody è stato sottoposto a tampone e risultato negativo, sempre a bordo della nave è stato identificato e a suo carico non sono risultate segnalazioni o precedenti penali.

Una volta sbarcato, il prefetto di Bari ha emesso a suo carico un decreto di respingimento, a cui è seguito l'ordine di allontanamento entro sette giorni dal territorio italiano, firmato dal questore. L'uomo, però, anziché tornare in Tunisia si è diretto verso il Nord. Le verifiche della Procura (che vengono effettuate nell'ambito di un fascicolo senza indagati nè ipotesi di reato) mirano a verificare la procedura amministrativa seguita.

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