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Italy

Nomine Rai, l'ad Salini formalizza le proposte a reti e generi: Rai2 diventa totalmente sovranista. Il Pd: "Voteremo contro"

L'ad mette dunque in atto la scappatoia già prefigurata prima di Natale: procedere solo con le nomine al vertice delle reti, bypassando quelle dei Tg. Soluzione tuttavia sgradita al Pd. Con lo schema proposto Salini paradossalmente rafforza il fronte sovranista alla guida di Rai2: in quota Meloni, infatti, arriva Ludovico Di Meo, che affianca il salvinissimo direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, mai stato in discussione. E certo il trasloco di Stefano Coletta da Rai3 a Rai1 (con la responsabilità del Prime time), in sostituzione di Teresa De Santis nominata in quota Lega, non basterà al Pd per ottenere quel riequilibrio degli assetti televisivi reclamato dopo il cambio di governo ma fermi all'era giallo-verde.

Il Pd, infatti, con la sua consigliera Rita Borioni, si prepara a votare contro (o al massimo asternersi) in cda le nomine appena varate da Salini. "Sarà un voto contro l'ad e contro la sua ostinazione a mantenere l'informazione in mano a Lega e 5Stelle - dicono dal Nazareno - al Tg1 e Tg3 c'è solo Di Maio, al Tg2 e sulle testate regionali esiste solo Salvini e la Lega. E il responsabile di questo squilibrio è solo Salini. Senza nulla togliere a Coletta, Calandrelli e Giammaria, che sono ottimi nomi, noi siamo contro questo ad che non riesce a garantire il pluralismo nell'informazione della Rai".

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