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Pil, Italia verso la quarta recessione: stime Prometeia

A causa del coronavirus, nel primo trimestre del 2020 il Pil italiano calerà dello 0,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2019. Il nostro Paese tornerà così per la quarta volta dal 2009 in recessione tecnica, che si ha quando il prodotto interno lordo subisce due contrazioni trimestrali consecutive. Lo scrive il centro di ricerca Prometeia, precisando che la stima sul primo trimestre è peggiorata dello 0,4% rispetto all’ultima previsione.

Lo stesso istituto bolognese di analisi economica propone anche una serie di dati utili a comprendere l’impatto che l’emergenza coronavirus potrebbe avere sull’economia italiana.

QUANTO PESANO SUL PIL NAZIONALE LE PROVINCE/REGIONI COINVOLTE DAL BLOCCO DELLE ATTIVITÀ?

In tutto, le regioni finora coinvolte producono il 54% del Pil italiano, distribuito in questo modo:

Al livello di Province, invece, quella di Lodi produce lo 0,4% del Pil nazionale e quella di Milano addirittura il 10.2%.

QUANTO PESANO SUL PIL LE ATTIVITÀ PIÙ DIRETTAMENTE COINVOLTE?

Prendendo in considerazione solo la Lombardia, la regione più colpita, i servizi totali rappresentano il 16% del Pil nazionale, dato che scende al 5,7% se consideriamo solo le attività che prevedibilmente subiranno i danni maggiori a causa del coronavirus (commercio, turismo, trasporto, alloggio e ristorazione).

QUALI ATTIVITÀ POTRANNO RECUPERARE PRIMA?

Secondo Prometeia, “se si dovessero confermare i sia pur modesti segnali di ripresa degli ordinativi osservati in gennaio, l’industria potrebbe velocemente recuperare gli eventuali stop produttivi nel volgere di pochi mesi”.

Diverso il caso di molti servizi “dei quali non si può posticipare la fruizione. Si pensi ad esempio alle spese turistiche attivate dal carnevale di Venezia e di Viareggio, o ai cinema chiusi, alle fiere annullate, alle sfilate di moda e alle partite senza pubblico”. In quel caso si parla di perdite secche, non recuperabili.

COSA ACCADRÀ AL SETTORE DEL TURISMO?

Prometeia ritiene che per tutta la primavera il settore del turismo risentirà degli effetti del coronavirus, con un rallentamento degli arrivi. “Oltre al blocco del turismo cinese per quest’anno – si legge nell’analisi – si può prevedere una maggiore cautela anche del turismo (comprensivo dei viaggi di lavoro) di altre nazionalità: ipotizzando un arresto degli ingressi di stranieri per un mese e una crescita nulla rispetto allo scorso anno nei mesi successivi, l’effetto negativo aggiuntivo sul Pil annuo sarebbe dello 0,3%”.