Italy

Presidenza Rai, pubblicità, Regionali: prove di intesa Berlusconi-Salvini

In primo luogo la Rai, con la possibile marcia indietro di Forza Italia e il via libera al nome di Marcello Foa come presidente della tv pubblica, ma in cambio eventualmente di garanzie sui tetti pubblicitari cari ai pentastellati e che invece il Cavaliere vede come il fumo negli occhi. E soprattutto un’intesa di medio e lungo periodo sulle prossime elezioni, regionali ed europee. Silvio Berlusconi e Antonio Tajani vogliono sapere da Matteo Salvini se è pronto a fare liste comuni, che si riconoscano nel Ppe, e anche quanto del programma del centrodestra è propenso a portare sul tavolo di governo.

L’incontro di ieri sera ad Arcore può avere effetti di breve periodo, lo sblocco della situazione in Rai, ma anche rinnovare le ragioni di un’alleanza che in tanti dicono essere solo congelata per il periodo di governo. Di sicuro conferma che i due leader hanno ancora un ottimo rapporto, mentre la presenza di Antonio Tajani e di Giancarlo Giorgetti, numeri due dei rispettivi partiti, rimarca che c’è ancora spazio per un rapporto politico a 360 gradi. Ma non è detto che una sera ad Arcore, per un paio d’ore, non produca altro che un disgelo di corto respiro. Prima dell’incontro Berlusconi diceva ai suoi che Salvini «la dovrebbe smettere di occuparsi solo di migranti e cominciare ad occuparsi anche di tasse e di temi di centrodestra». Salvini, ospite applauditissimo negli studi di Barbara D’Urso, a Domenica Live, si fermava ad un giudizio positivo, ma distaccato, sull’alleato di tempo: «Ho enorme stima perché è stato un grande nella politica, nel calcio, nell’editoria, nella televisione, ha rotto il monopolio Rai». Lo stesso Salvini mette l’accento sulle incomprensioni: «Alcune mosse dei parlamentari di FI non le ho capite. Ci siamo impegnati per anni sul taglio dei vitalizi, questo governo le ha fatte in due mesi e loro hanno votato contro con il Pd». Anche se l’incontro di Arcore serve a «ragionare sul futuro».

E di sicuro il futuro prossimo è la Legge di Bilancio. Salvini è pronto a prendere consigli da Berlusconi, «perché ha anni di esperienza», ma senza compromettere l’asse di governo: «Ho fatto un’alleanza e la rifarei, sono gente seria». Sul nome di Foa, e sul via libera probabile degli azzurri, si incrociano i temi che Tajani elenca prima di arrivare ad Arcore: «Il problema non è Foa, è la coalizione di centrodestra, il rafforzamento dei legami». Insomma il discorso è più ampio e passa per le elezioni del prossimo anno: «Il partito unico del centrodestra non esiste, siamo troppo diversi anche se crediamo in un minimo comune denominatore. Si può invece avere una lista unitaria delle forze che si riconoscono del Ppe. Questo sì, che è un’altra cosa rispetto al partito unico». Al 2019 guarda anche Fratelli d’Italia: se ci fosse l’accordo Salvini-Cav su Rai, sollecita Giorgia Meloni, «già dalla prossima settimana sarà importante organizzare una riunione di coalizione per parlare insieme delle regionali».

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