Si è aperto a Lione il processo contro Bernard Preynat, l’ex parroco di Sainte-Foy-les-Lyon accusato di pedofilia, ora privato della tonaca. Deve rispondere alle accuse di violenze sessuali sugli scout che frequentavano la parrocchia dagli anni Settanta agli anni Novanta: rischia fino a 10 anni di carcere. Davanti ai giudici ha confessato: “Succedeva tutti i fine settimana, durante i campi scout, potevano essere quattro o cinque bambini in una settimana“.

“Non realizzavo il male che ho fatto ai bambini”, ha dichiarato l’ex religioso secondo le dichiarazioni riportate su Twitter dalla giornalista di France 24, Alexandra Renard. “Per me, erano dei gesti di tenerezza”. All’epoca dei fatti, le vittime di Preynat erano tutte fra i 7 e i 10 anni di età. “Anni dopo, i genitori mi hanno fatto comprendere il male che avevo fatto ai loro figli. Mi è servito del tempo per capire che era male”. Il processo era inizialmente previsto per lunedì 13 gennaio, ma è stato rinviato al giorno successivo a causa dello sciopero degli avvocati che protestano contro la riforma delle pensioni. Il caso è diventato l’emblema dello scandalo pedofilia nella Chiesa francese, coinvolgendo anche il cardinal Philippe Barbarin, già condannato a 10 mesi con la condizionale per omessa denuncia. Sui banchi delle parti civili presenti 10 vittime sulle decine segnalate dall’associazione La Parole Libérée. Al loro fianco, cinque associazioni per la protezione dei minori.

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