Italy

Proteste anti-lockdown, 2 arresti a Napoli ma non basta la repressione

de luca

Dopo la notte di autentica guerriglia seguita a Napoli alle proteste spontanee suscitate dalle misure draconiane anti-pandemia adottate in Campania dal Governatore De Luca che invoca il ritorno del lockdown in tutta Italia, 2 manifestanti sono stati arrestati stamattina dalla Digos..

I due sarebbero già noti per reati legati allo spaccio di droga ed avrebbero partecipato agli scontri con le forze dell’ordine che sono state poi intralciate e rallentate nel loro intervento da decine di scooter che occupavano la sede stradale.

Ciò rafforzerebbe l’ipotesi che la protesta sia stata non spontanea e “preordinata”, come detto dal viceministro dell’Interno, Mauri. Convocato a Napoli alle 18 in prefettura il Comitato per l’ Ordine e la sicurezza pubblica.

Condannando ovviamente i comportamenti criminosi che venissero posti in essere durante manifestazioni di protesta che sono comunque legittime purchè pacifiche e preventivamene autorizzati, va ribadito che la risposta dello Stato al dramma sociale in atto non può limitarsi alla sola repressione.

La seconda ondata dell’emergenza sanitaria andava prevenuta ed affrontata con ben altre capacità organizzative, ed imporre ora un nuovo lockdown in Campania e chiederne l’estensione a tutto il Paese vuol dire semplicemente non capire l’autentico dramma sociale ed economico in atto che si scarica solo sui settori lavorativi non garantiti. Si smetta quindi con i proclami roboanti e con le misure draconiane e si trovi invece il giusto bilanciamento fra l’esigenza di contrastare l’emergenza sanitaria e la necessità di non acuire la drammatica situazione crisi economica e sociale in atto, soprattutto nelle zone più disagiate del Paese.

Coronavirus, De Luca: “Chiudere tutto, siamo ad un passo dalla tragedia”

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, chiede a gran voce che si proceda ad un nuovo lockdown nazionale. “I dati attuali sul contagio – scrive su Facebook – rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). È indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate. In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo”.

Nella giornata di ieri, è stato registrato un record assoluto di contagi da Coronavirus: il tasso positivo si attesta a circa il 9%. Le sei zone più colpite sono: Lombardia, Piemonte, Campania, Veneto, Lazio e Toscana.

Si tratta di dati mai registrati neanche nel corso della prima ondata, a fronte di un numero molto più elevato di tamponi. La situazione preoccupa, e non poco.

L’area più gravemente colpita è ancora la Lombardia. I nuovi casi sono aumentati di 4125 unità nella giornata di ieri,. Il record dei casi positivi nelle 24 ore si mantiene quindi in regione per il decimo giorno consecutivo. A seguire ci sono il Piemonte (+ 1.550 positivi), la Campania (+1.541), il Veneto (+1.325), Lazio (+1.251) e la Toscana (+1.145), che hanno superato per la prima volta la cifra a tre zeri. Da notare anche l’incremento dei casi in Sicilia (+796). Sta accadendo ora quello che non era successo nel corso della prima ondata: il contagio si è diffuso rapidamente in tutto il paese e il numero di casi positivi vede un rapido incremento ovunque.

Di fronte a questa situazione, il governatore della Campania ha annunciato le prossime mosse. “Procederemo nella direzione della chiusura di tutto, per i dati dei contagi che abbiamo non basta l’ordinanza che entra in vigore oggi. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia”.

Nel corso delle ultime 24 ore in regione sono stati rilevati 2.280 nuovi casi di Coronavirus: è il dato più alto dall’inizio della pandemia. 

“Tanto più rigoroso – aveva detto un paio di giorni fa il premier Giuseppe Conte – sarà il rispetto delle prescrizioni da parte di ciascuno di noi, tanto più efficace sarà il contenimento del rischio di contagio e più possibile superare questa seconda ondata con il minor sacrificio per il Paese.Dobbiamo sforzarci tutti di ridurre le occasioni di contagio, di evitare spostamenti non necessari e attività superflue che potrebbero generare rischio. Se saremo disposti, oggi, ad affrontare questi piccoli sacrifici, domani riusciremo ad evitare interventi più rigorosi e, quindi, più penalizzanti.Sono fiducioso che l’intera comunità nazionale saprà esprimere, anche questa volta, come accaduto in occasione della prima ondata, la serietà, l’impegno, la forza d’animo e la determinazione necessari a superare la difficile sfida che stiamo vivendo”.

Secondo De Luca si tratta i accorgimenti non sufficienti a contenere il contagio. “Siamo ancora in tempo – dichiara – , oggi abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia, però siamo a un passo dalla tragedia. Detto in maniera brutalmente chiara, io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute“.

“C’è crescente preoccupazione – puntualizza Conte – per l’aumento dei contagi in Europa e in Italia, ma, dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato, per questo rimaniamo vigili e pronti a intervenire dove necessario”.

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