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Italy

Quattro anni senza Giulio Regeni: fiaccolate in molte città. Fico: "Decidere su ritiro ambasciatore, basta fare finta di nulla"

FIUMICELLO - “Quello del ritiro dell’ambasciatore è un problema che dobbiamo porci. Non possiamo far finta di nulla. Il 2020 deve essere l’anno della verità, l’anno di Giulio Regeni”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, è seduto in prima fila nel teatro di Fiumicello. Ha una gamba ingessata per un intervento al ginocchio. E nel giorno del quarto anniversario del sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni mette in mora il Governo mentre in diverse città si sfila facciole in mano per chiedere verità e giustizia.

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Fuori ci sono ancora le luci delle fiaccole che hanno sfilato per le strade della città, con in testa Paola e Claudio, il papà e la mamma di Giulio. E Irene, sua sorella. “Non è più il tempo delle parole, servono fatti” dice il presidente della Camera. “L’ho detto al Cairo ad Al Sisi, in una situazione tesissima. Ma purtroppo non abbiamo ottenuto quello che speravamo. L’Egitto non ha rispettato le parole date, ci hanno soltanto preso in giro. Io non sono al Governo ma sono il presidente della Camera. Dunque, ho fatto quello che potevo: interrotto ogni rapporto. Oggi l’ambasciatore egiziano non può accedere alla Camera dei deputati”.

L'INIZIATIVA DI REPUBBLICA Una piattaforma anonima per raccogliere le informazioni sull'omicidio

Quattro anni senza Giulio Regeni: fiaccolate in molte città. Fico: "Decidere su ritiro ambasciatore, basta fare finta di nulla"


Le parole di Fico - accolte dagli applausi della platea di Fiumicello, e soprattutto dei genitori di Giulio che da mesi chiedono il rientro dell’ambasciatore italiano al Cairo – aprono evidentemente un fronte nel Governo e all’interno del Movimento visto che il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, fino a questo momento non è sembrato intenzionato a rompere i rapporti con l’Egitto di Sisi. Di Maio ha scritto su Facebook: “Il governo lavora incessantemente per la verità” proprio mentre il presidente della Camera diceva di essere “stufo” delle parole vuote che arrivavano dal Cairo. E pronunciava dal palco i nomi dei cinque agenti della National Security, il servizio segreto civile egiziano, iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma. “In questi quattro anni molte cose sono cambiate” ha detto Fico. “Abbiamo questi nomi. E non ci fermeremo”.
Quattro anni senza Giulio Regeni: fiaccolate in molte città. Fico: "Decidere su ritiro ambasciatore, basta fare finta di nulla"

Paola e Claudio Regeni, insieme con il loro avvocato Alessandra Ballerini, hanno ricostruito gli ultimi fatti, ricordando il muro alzato dal governo di Al Sisi che continua a non rispondere alle rogatorie italiane. E alla difficoltà di dialogo con la politica. In prima fila c’era Erasmo Palazzotto, il deputato di Leu presidente della commissione d’inchiesta sulla morte di Giulio. “Io spero che la commissione sia un ponte” ha detto Paola. “Un collegamento tra io straordinario lavoro dei magistrati e delle forze di polizia, il nostro, e il ruolo della politica. Senza questo non possiamo raggiungere la verità e la giustizia”.


“Abbiamo bisogno della collaborazione dell’Egitto e non possiamo pensare di ottenerla se dopo averli 'sgridati', li accogliamo con i tappeti rossi. Come possiamo pensare di ottenere giustizia se prima alziamo la voce e poi andiamo a firmare contratti per la vendita delle armi? In questi quattro anni abbiamo visto una carrellata di affari tra i due paesi che continuano. Così, non potremo mai metterli alle strette. Questo è il tempo delle scelte. Giulio fa tante cose ma non può fare tutto. Ora tocca alla politica: diteci, con i fatti, da che parte stiamo”.
 
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