Volano gli stracci nel M5s romano dopo il voto sulla nuova discarica di Roma. E fra mal di pancia e fuoco incrociato, c’è già chi chiede la testa del capogruppo, Giuliano Pacetti. È tutti contro tutti nella Capitale dopo l’approvazione in Assemblea delle mozioni di FdI e Pd che impegnano la sindaca Virginia Raggi a ritirare la delibera che individua nella Valle Galeria, a 500 metri dalla storica ex mega-discarica di Malagrotta, il nuovo sito per lo smaltimento dei rifiuti capitolini. Ben 12 i consiglieri pentastellati che hanno dato l’adesione al documento presentato da FdI, permettendogli di raggiungere quota 28 preferenze e dunque di passare addirittura a maggioranza. Un pronunciamento del Consiglio comunale che, tuttavia, Virginia Raggi, al momento sembra intenzionata a non tenere in considerazione, andando avanti per la propria strada. Così, da martedì sera è iniziato sui social lo scontro. E le dichiarazioni sulla “piena fiducia” alla prima cittadina, per la prima volta in tre anni e mezzo, sono seguite da un “ma” che mette in allarme tutto l’ambiente capitolino. La “condizione”, neanche a dirlo, il rispetto del pronunciamento dell’Aula sul progetto di Malagrotta 2.

La “lista” del marito della sindaca. Cacciatore (M5s): “Raggi dimettiti” – Lo scontro è deflagrato martedì sera, quando lo storico attivista pentastellato e marito di Virginia Raggi, Andrea Severini, sul suo profilo Facebook ha postato la lista di coloro che hanno votato con l’opposizione e di chi si è astenuto. “Non commento, solo per riportare i nomi”, il suo post scriptum, che però ha scatenato i commenti negativi. “Ecco i nomi di chi ha violato il programma”, ha replicato Marco Cacciatore, presidente della commissione regionale rifiuti, citando i nomi di Virginia Raggi, di Giuliano Pacetti (capogruppo), del consigliere Roberto Di Palma e dell’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese. Per poi, in un’altra risposta, inserire l’hashtag #RaggiDimettiti perché “hai tradito il programma e la natura del M5s”. In calce al post, anche il duro attacco del presidente della commissione Bilancio, Marco Terranova, che ha criticato i 12 “ribelli” affermando che “non si vota contro una decisione della sindaca” e che “chiederò le dimissioni del presidente e vicepresidente della commissione ambiente”, ovvero i suoi colleghi Daniele Diaco e Simona Ficcardi. Quest’ultima gli ha risposto per le rime: “Questo commento è proprio scorretto, gli atti di giunta dovrebbero passare prima dalla maggioranza”.

Pacetti sulla graticola. Lui: “Vengano a dirmi le cose in faccia” – Prima di Virginia Raggi, a rischio potrebbe esserci il ruolo del capogruppo Giuliano Pacetti. Quest’ultimo, anche stamattina in commissione Ambiente, ha continuato a promuovere la linea di giunta per la tenuta della delibera per la discarica in Valle Galeria. Ieri, ai cronisti in buvette, il suo predecessore Paolo Ferrara aveva detto che “manca il manico” e aveva parlato di “maggioranza sfilacciata”. Questa mattina, alcuni consiglieri in forma anonima hanno azzardato che, secondo loro, “Pacetti dovrebbe fare un passo indietro”. Ma formalmente non sono arrivate richieste di sfiducia. La sua colpa, in questo caso, sarebbe quella di non aver presentato un documento di sintesi che neutralizzasse quelli dell’opposizione e blindasse la posizione della prima cittadina: “Con Paolo parlerò in privato, non c’è problema – ha detto Pacetti a margine della commissione – Gli altri li invito a parlare direttamente con me, non per tramite dei giornalisti. Se c’è un problema sono qui. Ieri in maggioranza abbiamo deciso per il voto in libertà di coscienza. Gli effetti della mozione? Come si pone il gruppo rispetto all’eventuale decisione della sindaca di non tornare indietro? Ci confronteremo in maggioranza e decideremo”.

Virginia Raggi tira dritto e attacca il Pd – Nella tarda serata di ieri, l’ufficio stampa della sindaca ha fatto trapelare una dichiarazione all’Ansa nella quale Raggi afferma che “capisco la difficoltà dei consiglieri, ma dobbiamo dare risposte a 3 milioni e mezzo di cittadini (in realtà Roma ne conta 2,8 milioni, a 4 milioni si arriva con tutto l’hinterland, ndr)”. Soprattutto, la prima cittadina ha attaccato il Pd in Regione Lazio, affermando che “se ha cambiato idea e ora appoggia la mozione del Pd capitolino, lo dica apertamente”. In realtà, anche il Partito democratico sembra spaccato sul tema. Il capogruppo dem Giulio Pelonzi, in contrasto con l’assessore regionale Massimiliano Valeriani, ha preteso e ottenuto la mozione contro la Valle Galeria, mettendo in difficoltà l’asse che si era creato nelle ultime settimane fra il Campidoglio e gli uffici di via Cristoforo Colombo.

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