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Ronaldo o Dybala, la Juve sceglie chi buttare giù dalla torre per un altro attaccante

La delusione della mancata qualificazione in Champions è ancora fortissima ma con l'esonero di Maurizio Sarri e l'ingaggio di Andrea Pirlo la Juventus è ripartita subito. La svolta tanto attesa in Europa, l'unica che avrebbe potuto salvare la panchina del tecnico toscano, non c'è stata né s'è mai intravista e a margine di una stagione fallimentare (la vittoria dello scudetto non può bastare a lenirla) anche per la rivoluzione mancata serviva voltare pagina. Una decisione funzionale e necessaria che lascia scorie sul bilancio e sull'equilibrio dei conti, mette in discussione ogni cosa, fa da zavorra alle ambizioni di mercato.

Summit. Il vertice di circa sei ore tra il neo allenatore e lo staff dirigenziale ha fatto da linea spartiacque rispetto al passato recente. I tempi ristretti del calendario non permettono ulteriori ritardi. In cima alla lista delle priorità il profilo maggiormente seguito è di un attaccante (complice l'addio messo in preventivo di Gonzalo Higuain), un calciatore che sia in grado di ricoprire il ruolo di partner ideale per Cristiano Ronaldo, sempre che il portoghese resti a Torino oppure non decida di partire per altri lidi consentendo alla "vecchia signora" di non sacrificare un'altra pedina di rilievo come Paulo Dybala. Il nodo è tutto qui: l'operazione CR7 s'è rivelata un fardello pesantissimo per le finanze della Juventus alla luce dei mancati risultati; la situazione del rinnovo dell'argentino è in fase di stallo. Prima o poi, bisognerà scegliere.

Prendere o lasciare. Difficile che il club bianconero lasci andare il cinque volte Pallone d'Oro, l'unico asso nella manica da calare sul tavolo per (ri)provare a vincere in Champions, l'unico calciatore/brand che è capace (e in buona parte è già avvenuto) di catalizzare attenzione spasmodica dei media e quella ricca degli sponsor, l'unico che non puoi perdere perché sarebbe come fare un salto all'indietro nel tempo e, al tempo stesso, dare ragione a Marotta che non era d'accordo su un investimento così ingente e rischioso.

Il gioco valeva la candela? Alla luce di quanto accaduto no ma adesso è troppo tardi. Ecco perché sarà ancora intorno all'ex Real che nascerà la Juve del futuro e quella di Pirlo e perché – al netto dell'età, delle prospettive, dei costi di gestione – la pedina che potrebbe essere sacrificata per "ragion di Stato" sarebbe Dybala. Strada obbligata: 50 milioni per il cartellino e 31 netti di ingaggio per una stagione restringono molto i margini di un'eventuale trattativa per la cessione di Ronaldo

Juventus prigioniera di CR7? Per certi versi sì ma la situazione è reciproca, al punto da arrivare quasi allo stallo. Il campione lusitano ha ancora altri 2 anni di contratto: se vuole continuare a giocare a certi livelli – a meno che non arrivi un'offerta mostruosa da qualche altro club in Europa (il Psg?) oppure non vada in America – e provare a conquistare un'ultima Champions (in questo caso facendo la storia in bianconero), restare alla Juventus sembra l'unica soluzione plausibile.

Chi accanto a Ronaldo? Ci sono una serie di soluzioni sul tavolo, la più ambita fa riferimento a Jimenez, attaccante del Wolverhampton. Perché proprio lui? Per caratteristiche sembra molto più simile a Benzema che a Madrid era riuscito a integrarsi perfettamente con il portoghese. Per averlo, però, servono circa 60 milioni di euro oltre all'opportunità di garantire un ingaggio importante al calciatore che ha un contratto con gli inglesi fino al 2023. Dove la Juve possa prendere i soldi per un'operazione del genere è semplice intuirlo: può farlo in maniera "indolore" per i conti, sfruttando formule come scambio o un prestito con obbligo di riscatto; può recuperare fondi attraverso una cessione eccellente. Dybala o CR7, uno dei due in questo frangente è di troppo.

La lista di Paratici. Nella rosa dei nomi ci sono anche altre ipotesi che implicano un esborso minore rispetto alla transazione eventuale con i Wolves. A cominciare da Milik del Napoli (ha già un accordo con la Juventus ma non c'è intesa tra club sulla formula né sulle cifre), fino a Dzeko della Roma (che era finito anche nel mirino dell'Inter). Più defilate per l'entità delle somme da prendere in considerazione le figure di Lacazette (Arsenal) e Zapata (Atalanta). A completare la ridda di nomi c'è anche Alvaro Morata, già a Torino dal 2014 al 2016 prima del ritorno a Madrid per effetto della recompra.

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