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Italy

Rossi, l’ex zarina di Berlusconi apre una pizzeria nel casertano. Con lo spot di Razzi

Se Forza Italia si liquefa, se il “cerchio magico” è andato in pezzi, è fatale che ci si prepari a un possibile Piano B. Che importa se la signora eletta siede ancora a Palazzo Madama e sarebbe in teoria pagata per impegnarsi su altro. Invece. Lei, la 48enne Mariarosaria Rossi, già “badante” di Berlusconi, torna imprenditrice en plein air: battezza oggi il locale che porta il suo nome e lo promoziona sui social con la scritta “Senato della Repubblica” posta accanto all’indicazione dell’esercizio commerciale. Ufficialmente: senatrice pizzaiola. Ma gourmet, beninteso. In calce ai suoi messaggi-spot, cuisi presta anche l’ex collega Antonio Razzi, i coerenti e più diffusi hashtag sul cibo: #italyfoodporn, #napolifoodporn.

  L’inaugurazione del locale è per stasera, nel piccolo comune del casertano, San Prisco, quaranta minuti da Napoli (e analoga distanza anche da Piedimonte Matese, paese in cui è cresciuta Rossi, prima della fuga verso Roma, dov’era ballerina nelle discoteche della capitale). «Io sono già qui. Vi aspetto sabato», occhieggia lei, con un video da Instagram, indicazioni stradali e contatti. Tutto sotto l’insegna: CR, Codice Rossi. Stesso logo sulle tende e le vetrate della pizzeria. Almeno trenta i tavoli, ampie sale, capienza oltre cento persone, con tanto di marciapiedi “prenotato” per chi gusterà i piatti in piedi. Per stasera, ovvio, «offriamo noi un bel giro di pizza degustazione, ma per le prenotazioni venite da domenica, vi godrete le creazioni dello chef senza il caos del tutto gratis», assicurano gli addetti ieri pomeriggio. La senatrice ci sarà?, chiedono alcuni vicini, lungo lo stradone. Risposta: «Assolutamente sì».


Pare impazzisca per la pizza allo champagne.

La chiamavano “badante” non a caso. Ma era perfino riduttivo per il ruolo centrale di assistente, accompagnatrice, consigliera, custode di segreti politici svolto per oltre dieci anni alla corte di Silvio. «Basta con questo “Bunga-bunga”, era solo una barzelletta», protestava Rossi con i giornalisti. E poi, alludendo alle ex ospiti delle cene: «Ora il finale è cambiato, diciamo Squit-squit». Non c’è foto o filmato dell’epoca, in cui lei non sia ritratta come ombra accanto all’ex premier. Risultato ottenuto dopo aver spodestato, via via che il gineceo prendeva il potere con Francesca Pascale nel ruolo di first-lady, la funzione e la rispettabilità della “signora Marinella”, storica segretaria di Berlusconi. Troppo diverse, le figure. Rossi è imputata a Milano, nel processo Ruby Ter, istruito sull’inquinamento e i pagamenti alle testimoni d’accusa. E fu sempre lei, attraverso l’avvocato, a provare ad uscire dal procedimento offrendo cospicue somme ad alcune accusatrici, tra cui Imane Fadile.


E ora, tracce di un Piano B. In fondo, aveva già fattola piccola impresa. Il filmato è sparito dal suo profilo nelle ultime ore, ma in zona, tra gli ammiratori, si recupera. Rossi è dietro al bancone del locale con giacchino strizzato e capelli sciolti. Alla sua destra lo chef snello e tatuato, Tony Riselli, che inforna pizze. Davanti, una margherita fumante. «Venite, vi aspetto», invita la senatrice pizzaiola. Una nuova vetta di “gusto” che, evidentemente, mancava alle istituzioni repubblicane.
 
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