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Italy

"Sardine", i conti non tornano. Chi è rimasto nella "scatoletta"

Pe la Questura di Roma i partecipanti al raduno delle sardine sono 35mila. Santori ne voleva 100mila. Ma per lui l'obiettivo è "raggiunto": "Piazza piena"

Mattia Santori lo aveva detto: "Saremo in 100mila". Ma a quanto pare a Roma le cose sono andate in modo assai diverso. Infatti secondo i ati forniti dalla questura della Capitale in piazza San Giovanni per il "grande" raduno delle sardine c'erano 35mila persone. Insomma circa un terzo di quello chiesto da Santori. A nulla è servita la chiamata alle armi di Anpi e Ong: quota 100mila è rimasta lontana. Eppure il mainstream ci racconta di un "successo" di una piazza stracolma e di obiettivo raggiunto. Mettiamo subito in chiaro una cosa: 35mila persone non sono certo 100 manifestanti. Sono tante. Ma se l'obiettivo era quello di arrivare a 100mila allora bisogna parlare di un flop. Santori però ribadisce: "L’idea era quella di riempire la piazza e cambiare un pò la percezione della politica. Direi che l’obiettivo è stato raggiunto".

Eppure i conti non tornano. Uno scarto di 65mila persone tra quanto dichiarato dagli organizzatori e il dato rilevato dalla questura pare un po' altino. E così probabilmente la verità dei numeri sta a metà, ma del tutto lontana dal pienone dei 100mila di piazza San Giovanni a cui tanto teneva Santori. Sul palco sono saliti esponenti delle ong che hanno chiesto la riapertura dei porti, ma anche le sardine "nere" che hanno chiesto regole più morbide sul fronte immigrazione. Ma in cima alla lista dei desideri delle sardine resta l'abolizione dei dl Sicurezza che sono la bandiera dell'azione di governo dell'ex ministro Salvini. E Santori su questo punto non usa giri di parole e dal palco afferma: "Chiediamo di ripensare al decreto sicurezza. Nelle istituzioni vogliamo crederci, ci auguriamo che la politica possa migliorarsi". Poi l'elenco delle richieste da rivolgere alla politica e soprattutto al governo giallorosso: "Pretendiamo che chi è stato eletto vada a fare politica in sede istituzionale e non campagna politica permanente. Pretendiamo che chiunque ricopre la carica di ministro comunichi solo sui canali istituzionali. Pretendiamo trasparenza nell'uso che la politica fa dei social, sia economica sia comunicativa. Pretendiamo che il mondo dell'informazione protegga, difenda e traduca questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma. E' il momento che violenza verbale venga equiparata alla violenza fisica". Una sorta di agenda di governo da sottoporre a Pd e M5s che fanno a gara per intestarsi la piazza delle sardine. Una piazza che però questa volta ha fallito "l'obiettivo".

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