Italy

Suarez, ora nelle intercettazioni i nomi di Paratici e di Cherubini

La vicenda Suarez sta continuando ad infittirsi di nuovi colpi di scena con tanti protagonisti coinvolti in questa spiacevole storia. Secondo quanto riporta il corriere.it, addirittura, nei vari colloqui tra i dirigenti e i docenti della prestigiosa Università per gli stranieri di Perugia sarebbe stato fatto anche il nome di Fabio Paratici con uno degli intercettati che in maniera euforica avrebbe anche detto: "Lui è più importante di Mattarella!". Ovviamente né la Juventus, né il dirigente bianconero sono stati inseriti nel registro degli indagati da parte dei pm e si tratterebbe solo di citazioni in modo generico durante le intercettazioni

Parole e nomi pesanti

Il nome di Paratici, la cui voce non si è mai udita durante le varie intercettazioni telefoniche, è stato fatto dal dg dell'ateneo Olivieri mentre parlava con la persona alla quale la Juventus si era rivolta a inizio settembre per far svolgere l'esame per ottenere la cittadinanza italiana a Luis Suarez. "La Juventus ha una certa fretta", questa una delle frasi registrate durante le intercettazioni telefoniche.

I pm guidati dal procuratore Raffele Cantone stanno cercando di far chiarezza per capire le varie responsabilità perché un conto è accelerare i tempi per far svolgere l'esame un altro conto è cercare di apparecchiare o istigare per truccare il test. "Tu sai che io ho buoni rapporti con la dirigenza della Juventus", le parole del rettore dell'università statale Maurizio Oliviero, che non risulta indagato, in una telefonata con Olivieri che risulta invece inquisito per corruzione, falso e violazione di segreto.

E ancora "Dobbiamo aiutare il nostro centravanti", sono queste le frasi che hanno fatto fatto scattare l'inchiesta in quanto l'esame sarebbe stato indirizzato per permettere a Suarez di ottenere la cittadinanza per legarsi alla Juventus con un contratto pluriennale da 10 milioni di euro netti a stagione. In un'altra intercettazione si entra proprio nello specifico con un tifo da bar: "Con lui vinciamo la Champions league". Ecco spuntare anche il ringraziamento da parte del docente, su Twitter, al calciatore uruguaiano dopo aver sostenuto l'esame lo scorso 17 settembre: "Grazie Luis Suarez per la tua visita di oggi all’Università per Stranieri di Perugia. È stato un piacere averti come studente!".

Test online ed esame concordato

Ad un certo punto è stata paventata la possibilità che l'esame si potesse sostenere online con Luis Suarez in Italia presso l'ambasciata spagnola, ipotesi però subito tramontata in favore del test in aula. La prova d'esame si sarebbe dovuta sostenere il 22 settembre anticipata in via straordinaria, ed è questo anche che non torna, a giovedì 17 settembre. Al test per ottenere la cittadinanza non solo il bomber uruguaiano ma anche altri tre candidati con il pretesto di "esigenze logistiche e di sicurezza legate all’occupazione delle aule", un altro falso che è stato contestato alla rettrice e al dg dell'ateneo umbro.

Il resto è storia "vecchia" con Suarez che avrebbe ricevuto in anticipo le domande con la professoressa Spina che in un'intercettazione telefonica con un collega ha spiegato: "Gli ho fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame... mi ha detto fagli scegliere ’ste due immagini". Stefania Spina è stata interrogata dai pm, si è presentata con l’avvocato d’ufficio con la donna che ha rivendicato la regolarità di tutto ciò avvenuto in aula il 17 settembre.

La difesa dell'esaminatore

Uno degli altri iscritti sul registro degli indagati è quello di Lorenzo Rocca, professore 48enne indagato dalla Procura di Perugia per aver rivelato i contenuti della prova orale e per aver sottoscritto un certificato ottenuto con una verifica fittizia. "Quel riferimento al fatto che Suarez parlasse solo per verbi all'infinito non corrisponde a quello che abbiamo accertato. Non l'ho sentito solo io con le mie orecchie. Gli esaminatori sono sempre in due e in due abbiamo sentito più volte il candidato coniugare correttamente i verbi", le parole di Rocca riportate da La Repubblica. E nel caso in serata è entrato nel caso anche il nome di Federico Cherubini, Head of Football Teams and Technical Areas della Juventus. Sarebbe stato lui, secondo quanto riporta Repubblica a contattare in virtù di una vecchia conoscenza Maurizio Oliviero, rettore dell'Università Statale di Perugia, per sapere se il suo ateneo tenesse gli esami di italiano necessari per la cittadinanza. Il caso dunque resta aperto.

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