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Un'invasione di Jeep a 2.200 metri: nel Primiero arriva il Suzuki Winter Tour con percorsi per i fuoristrada e 700 metri quadri di stand

SAN MARTINO DI CASTROZZA. I motori sono già caldi per l’avvio del Suzuki 4x4 Hybrid Vertical Winter Tour 2020, la manifestazione che avrà Radio Deejay come radio ufficiale e Suzuki come sponsor. Dopo il Jeep Camp 2019, il discutissimo evento in cui JEEP si è fatta pubblicità servendosi delle vette dolomitiche come impareggiabile sfondo, tra musica, degustazioni e intrattenimento, il rumore dei rombi tonerà ad alta quota in un innevato Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino, più precisamente nella Ski Area Tognola.

Se per dare semaforo verde al "Jeep Camp" ci era voluto del tempo, tra sondaggi in diversi gruppi Facebook in cui era un "no" di protesta ad alzarsi all'unisono (QUI), e una giunta provinciale che sembrava non essere neanche a conoscenza dell'imminente evento (QUI) (a cui poi è stato dato il via libera), il ritorno dei grandi motori sulle Dolomiti dei prossimi 1 e 2 febbraio 2020 non sembra aver trovato alcun ostacolo sulla propria strada.

L'evento che avrà luogo in Trentino, con un partner prestigioso come radio Deejay, sarà solamente il secondo ciak di un tour molto più vasto, già partito a fine dicembre 2019 a Cervinia (AO), a cui seguiranno altre 6 tappe, di cui due nuovamente tra le Dolomiti: dal 29 febbraio al 1 marzo nella Ski Area Belvedere di Canazei in Val di Fassa e il 14 e 15 marzo in località Bec De Roces, ad Arabba (BL).

L’evento promette di portare ai turisti e partecipanti “spettacolo, musica con dj set e balli per giornate all’insegna del divertimento sulla neve”, ma soprattutto si è presentato "come occasione in cui i maggiori appassionati di motori potranno provare i modelli delle 4×4 AllGrip e Hybrid su strade studiate a tavolino". Sarà quindi necessario l'allestimento di percorsi disegnati ad hoc su cui i fuoristrada potranno essere testati, e un'area "di 700 metri quadri con tanti stand e un ampio parterre” dove la sera avranno luogo veri e propri concerti.

Rieccoci quindi davanti ad un evento che nulla sembra avere a che fare con l'ambiente in cui si svolgerà. Non hanno tardato ad alzarsi infatti numerose polemiche, la maggior parte delle quali puntano il dito verso la Fondazione Dolomiti Unesco, che silenziosa sembra spingere sempre più su iniziative che hanno l'unico obiettivo di spremere i territori dolomitici fino all'ultimo centesimo, invece di salvaguardarne il territorio e il suo fragile ecosistema. E' questo il tipo di turismo di cui necessitano le Dolomiti? La domanda è sempre la stessa, a cui sembra però non accenni arrivare risposta.

Sono sempre più gli eventi colossali che trovano porte aperte tra le nostre montagne, come per esempio i numerosi raduni di quad che ogni anno si riversano sui parchi naturali danneggiando gravemente i sentieri, a cui anche la Sat in passato si è espressamente opposta (QUI).

Proprio in questi tempi, in cui si parla sempre più frequentemente dell'urgente necessità di diminuire il traffico di automobili che percorrono i passi dolomitici, così da contenere lo smodato inquinamento a cui quelle fragili aree sono sottoposte, non possono che stonare proposte di eventi simili a questo, la cui funzione sembra essere solo quella di abituare i turisti a cercare (e trovare) attrazioni turistiche degne delle più grandi metropoli, dimenticando completamente il valore storico e paesaggistico di questi luoghi patrimonio dell'umanità.