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Choc da Coronavirus in Borsa: 5 motivi per non farsi prendere dal panico

Qui andrà inserito il messaggio del Direttore, esempio:

"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze.... "

Maurizio Molinari ABBONATI A LA STAMPA

Le vendite massicce di questi ultimi giorni sui mercati finanziari sono una sfida per gli investitori che provano a non reagire all’emotività del contesto attuale. Il quadro è in continuo aggiornamento e le analisi si susseguono. Cosa fare? La scelta non è facile. Prima di vendere ampie parti del proprio portafoglio d’investimento è meglio riflettere su alcuni aspetti importanti.

Non è la fine del mondo
E’ quel che ripetono i grandi investitori e gli analisti. Oggi è intervenuto anche Oliver Baete, ad di Allianz, la più grande compagnia assicurativa al mondo. Il top manager ha provato a tranquillizzare i mercati, in preda ad un panico a suo avviso esagerato. «Nel breve periodo ci sarà una contrazione dell’attività economica ed anche un impatto sul Pil mondiale, ma il mondo non finirà domani» ha detto a Londra a Bloomberg TV.

Primi segnali positivi
Se da un lato, il susseguirsi di notizie drammatiche è costantemente in primo piano e non lascia tregua, inizia anche a emergere qualche primo segnale incoraggiante. In Cina, epicentro della crisi, il numero dei contagi sta regredendo e il picco dovrebbe essere già superato. Il livello di allarme è stato ridotto dal grado massimo a quelli più contenuti in sei regioni del Paese. Intanto molte fabbriche hanno ricominciato a lavorare. Secondo le stime di Goldman Sachs, l’export viaggia a un regime del 70% sui volumi tradizionali così come pure i consumi interni. Le analisi degli esperti valutano il quadro globale legato alla crisi come passeggero e guardano già ai prossimi trimestri con una certa fiducia nella ripresa. Secondo Matteo Germano, Head of Multi-Asset, CIO Italy di Amundi, «La Cina, epicentro del virus, subirà il maggior impatto negativo nel primo trimestre, con la crescita del Pil che dovrebbe attestarsi intorno al 4,5% rispetto al 5,8% iniziale, mentre l’espansione per l’intero anno dovrebbe calare al 5,6%, dal 5,8% atteso».

La mano delle Banche centrali

Gli occhi degli operatori sono già rivolti alle mosse delle Banche centrali. La convinzione è che interverranno per aiutare l’economia in questo panorama di sofferenza. La Cina si è già mossa in questa direzione così come altre Banche delle economie emergenti. «Le ragioni per cui non riteniamo che la Cina collasserà sotto i colpi del coronavirus risiedono nell’azione energica esercitata dalle autorità cinesi che, dopo l’esitazione iniziale, hanno poi implementato misure drastiche per abbattere la diffusione del virus – ricorda Germano -. Gli interventi, culminati nell’isolamento della provincia Hubei, il cui capoluogo è la città di Wuhan, hanno avuto e stanno avendo inevitabilmente un contraccolpo sull’economia domestica, fronteggiato però con poderose azioni di stimolo fiscale e monetario che dovrebbero consentire all’economia un rimbalzo, probabilmente già nel secondo trimestre. La stabilizzazione dell’economia cinese è fondamentale per il commercio globale».

Conto il panico aiutano le statistiche
Storicamente chi vende in giorni di forti crolli fa poi fatica a recuperare le perdite incassate. Ci vuole molto tempo per il recupero ma è anche più difficile trovare il momento di nuovo ingresso se si sono lasciati molti soldi sul campo per colpa dell’emotività. In più, molte volte a una fase di forte panico è subito seguita una nuova rimonta verticale. E’ quanto si è visto nel dicembre del 2018, cui poi ha fatto seguito un 2019 di forti guadagni. Chi prende una decisione di vendita in momenti di grande volatilità rischia quindi di perdere soldi ma anche di perdere l’opportunità di guadagno con lo sprint da ritorno di ottimismo.

Guardare al lungo periodo (e alle occasioni di acquisto)
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Gli investimenti sui mercati finanziari vanno fatti con un orizzonte di lungo periodo. E’ questo il modo migliore per far lavorare al meglio i propri risparmi. Non bisogna quindi focalizzarsi su un breve momento, fatto di pochi giorni. Inoltre, in fasi come quelle viste negli ultimi giorni, i prezzi crollano e consentono a chi ha il coraggio di rischiare di fare acquisti a prezzi molto scontati. Soprattutto dopo il rally degli ultimi dieci anni che hanno resto azioni e Btp cari.