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Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale della Congregazione dei Chierici Mariani dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Capitolo Generale della Congregazione dei Chierici Mariani dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti all’Udienza:

Discorso del Santo Padre

Cari fratelli, buongiorno e benvenuti!

Ringrazio per le sue gentili parole il Superiore Generale e saluto tutti voi. Celebrate questo Capitolo Generale ancora nel contesto del 350° anniversario della fondazione del vostro Istituto, avvenuta a Cracovia nel dicembre 1670, per opera di San Stanislao di Gesù e Maria. Sappiamo che non fu un inizio facile, sia per la ricerca di compagni adatti sia per il lungo iter di approvazione, ma San Stanislao non si arrese, confidando nella forza dello Spirito Santo. E proprio per fare tesoro dell’eredità che con la sua tenacia vi ha lasciato, vorrei ricordare con voi tre grandi linee della sua e vostra spiritualità, tutte segnate da una vivace dinamicità ascetica e pastorale: l’amore alla Vergine Maria, la preghiera di suffragio e l’attenzione ai poveri.

In primo luogo, l’amore a Maria. È interessante vedere quello che San Stanislao insegna circa la devozione mariana: dice che il principale culto a Maria Immacolata è l’imitazione della sua vita evangelica. Questo è importante, perché la vera devozione alla Madre del Signore si nutre e cresce con l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio: Maria è la Donna del Vangelo (cfr Mt 12,46-50).

Secondo aspetto: la preghiera di suffragio, che caratterizza la dimensione escatologica della vostra congregazione. San Stanislao, però, inserisce in questo sguardo sull’orizzonte ultimo la preghiera particolare per due grandi gruppi di poveri del suo tempo: i soldati caduti in battaglia e i morti di peste. Oggi ci vuole per i soldati: stanno cadendo dappertutto! Pensiamo che nel diciassettesimo secolo circa il 60% della popolazione europea fu sterminata dalle epidemie e dalle guerre! Bisognava pregare allora per le anime dei defunti e per il conforto delle famiglie e delle comunità, segnate dal dolore e dal lutto per la perdita dei loro cari (cfr Gv 11,35-36).

E il terzo tratto che vorrei rimarcare è l’attenzione ai poveri, in particolare a supporto dei parroci. I Chierici Mariani contribuivano così a rispondere ad alcuni seri problemi del tempo: l’affievolimento della fede, specialmente tra le classi più umili, la carenza di vocazioni sacerdotali e religiose, lo stato di miseria di gran parte della popolazione (cfr Mt 9,35-38).

Cari fratelli, San Stanislao ha tracciato per la vostra congregazione linee di spiritualità e di azione ben incarnate nella storia concreta degli uomini e delle donne del suo tempo. Ed è importante per voi “raccoglierne il testimone”, continuando a rispondere creativamente alle sfide che anche la nostra epoca presenta. Non scoraggiatevi se incontrate opposizioni o difficoltà. Pensate alle grandi prove che ha affrontato la vostra famiglia religiosa nei secoli, ad esempio quanto all’inizio del novecento si è ridotta ad un solo membro! Con l’aiuto di Dio vi siete ripresi, fino a trovarvi oggi ad essere circa cinquecento religiosi, presenti in diciannove Paesi del mondo. Ricordiamo, in questo contesto, la figura del Beato Giorgio Matulaitis (1871-1927), chierico mariano, sacerdote, vescovo e Nunzio Apostolico in Lituania, uno dei protagonisti della vostra rinascita. Egli seppe ridare vitalità alla comunità aggiornandone le Costituzioni e promuovendone l’opera senza paura, fino a dover agire in clandestinità e a rischiare l’arresto, senza mai rinunciare a promuovere tra i religiosi e tra i fedeli la carità e l’unità.

Vi incoraggio a tenere viva la fedeltà alle vostre origini in questa attenzione profetica all’oggi. Lo avete fatto in tempi recenti ponendo tra le vostre priorità pastorali l’apertura ai laici, la tutela della vita dal concepimento alla morte, l’attenzione agli ultimi e il sostegno alle famiglie in difficoltà; questo è molto importante: oggi la famiglia è sempre in pericolo… Sono scelte che trovano riscontro ad esempio nel centro di naprotecnologia e di aiuto alla famiglia che avete attivato presso il Santuario di Licheń, in Polonia; e nelle nuove aree di missione a cui vi siete aperti in Asia e in Africa. Il Signore vi aiuti ad andare avanti su queste strade.

E vorrei concludere il nostro incontro di oggi riprendendo tre titoli mariani con cui San Giovanni Paolo II vi invitava a venerare l’Immacolata. Maria “Sede della Sapienza”, perché sia ferma e solida la vostra testimonianza evangelica; Maria “Consolatrice degli afflitti”, perché gli uomini del nostro tempo trovino in voi amore e comprensione, e siano attratti a Dio dalla vostra carità e dal vostro servizio disinteressato; e, terzo, Maria “Madre di Misericordia”, perché siate ricchi di compassione materna per le anime redente dal sangue di Cristo e a voi affidate.[1] E su questo, per favore, non dimentichiamo lo stile di Dio: vicinanza, misericordia e tenerezza. Dio è così: è vicino, è misericordioso, è tenero. Questo è il nostro Dio. Un religioso, un prete, dev’essere vicino, dev’essere misericordioso, perdonare tutto, ed essere tenero, non aggressivo, paziente e caritatevole tutti i giorni. Di cuore benedico voi e tutti i confratelli. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.

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[1] Cfr. S. Giovanni Paolo II, Discorso al Capitolo Generale dei Chierici Mariani dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria, 22 giugno 1993.

[00306-IT.02] [Testo originale: Italiano]

[B0139-XX.02]